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Emilia-Romagna, nuovo Patto per lavoro, clima ed economia sociale

09/09/2026

Emilia-Romagna, nuovo Patto per lavoro, clima ed economia sociale

È stato sottoscritto a Bologna il nuovo Patto per il lavoro, il clima e l’economia sociale dell’Emilia-Romagna, firmato dalle rappresentanze istituzionali, economiche e sociali aderenti al percorso regionale. Tra i soggetti firmatari figura anche ANCI Emilia-Romagna, che ha partecipato alla definizione del documento portando al tavolo le esigenze dei Comuni. La principale novità è l’introduzione dell’economia sociale come terzo pilastro accanto a lavoro e clima, con l’obiettivo di aggiornare la strategia regionale alla luce delle trasformazioni economiche, ambientali e sociali in corso.

L’economia sociale entra nel nuovo Patto regionale

Il documento amplia l’impostazione del precedente Patto inserendo un terzo asse dedicato all’economia sociale. L’intento è mettere in relazione competitività, sostenibilità ambientale e coesione delle comunità, costruendo una visione comune che coinvolga Regione, enti locali, organizzazioni economiche e parti sociali.

Secondo ANCI Emilia-Romagna, questo nuovo pilastro rispecchia direttamente le difficoltà che i sindaci affrontano nei territori, dove alle esigenze di sviluppo economico si affiancano problemi legati ai servizi, alla casa, alla sicurezza e alla tenuta sociale.

Il Patto punta quindi a rafforzare una governance condivisa, nella quale i diversi livelli istituzionali possano affrontare insieme le trasformazioni che interessano il territorio regionale.

Panieri: i Comuni sono il primo presidio per i cittadini

Il presidente di ANCI Emilia-Romagna e sindaco di Imola, Marco Panieri, ha definito la firma un passaggio strategico per l’intera comunità regionale. ANCI, ha spiegato, ha partecipato al percorso fin dall’inizio portando al confronto i bisogni e le priorità dei Comuni.

Panieri ha richiamato il ruolo degli enti locali come punto di contatto diretto con i cittadini e come soggetti chiamati a gestire in prima linea molte delle criticità che riguardano il territorio.

Per il presidente di ANCI regionale, l’inserimento dell’economia sociale consente di affrontare con maggiore continuità le questioni legate alla qualità della vita, al lavoro e alla sostenibilità, evitando che questi ambiti vengano considerati separatamente.

Sanità, casa e sicurezza del territorio tra le priorità

Tra i temi indicati come prioritari per gli enti locali figurano la difesa della sanità pubblica, il rafforzamento dei servizi alla persona, l’accesso alla casa per famiglie e giovani e gli interventi per la sicurezza e la cura del territorio.

Particolare attenzione viene riservata anche al dissesto idrogeologico, questione che richiede secondo ANCI risposte coordinate e capacità di programmazione condivisa tra Regione, Comuni e soggetti sociali ed economici.

La posizione espressa da Panieri è che nessuna amministrazione locale possa affrontare da sola sfide di questa portata. Il nuovo Patto viene quindi considerato uno strumento utile per costruire risposte comuni e indirizzare risorse e politiche verso obiettivi condivisi.

Focus anche su aree interne e territori montani

Il documento riconosce inoltre il ruolo delle comunità locali nel contrasto ai divari territoriali, con attenzione sia ai grandi centri urbani sia alle aree interne e montane.

L’obiettivo è evitare che le trasformazioni economiche e ambientali accentuino le distanze tra territori, garantendo servizi, opportunità di lavoro e condizioni di vita adeguate anche nei contesti più fragili.

La firma dell’8 settembre presso la sede della Regione Emilia-Romagna apre quindi una nuova fase del percorso condiviso tra istituzioni e parti sociali, con una strategia che mette al centro lavoro dignitoso, coesione sociale, sostenibilità e benessere delle comunità.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.