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Emilia-Romagna, nuovo Patto: rinnovabili al 100% entro il 2035

29/07/2026

Emilia-Romagna, nuovo Patto: rinnovabili al 100% entro il 2035

Il nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale è stato presentato il 28 luglio a Bologna dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e dal vicepresidente Vincenzo Colla. Il documento, illustrato ai rappresentanti delle organizzazioni firmatarie nella sede regionale di viale Aldo Moro, sarà sottoscritto ufficialmente a settembre, dopo la conclusione dei percorsi interni delle parti coinvolte.

L’economia sociale entra nella strategia regionale

L’intesa aggiorna il modello avviato nel 2015 con il primo Patto per il lavoro e proseguito nel 2020, durante la pandemia, con l’inserimento delle politiche climatiche. La versione del 2026 amplia ulteriormente il campo d’azione, attribuendo all’economia sociale un ruolo centrale nella costruzione delle politiche pubbliche e nello sviluppo dei territori.

L’obiettivo dichiarato è generare lavoro e imprese di qualità, accompagnare la transizione ecologica e digitale e ridurre le distanze economiche, sociali, generazionali, ambientali e territoriali. Il documento punta a ricucire le differenze tra città e periferie, pianura e montagna, aree produttive e territori interni, ponendo comunità e persone al centro delle scelte economiche.

De Pascale e Colla hanno indicato tra le principali sfide la crisi climatica, l’instabilità geopolitica, l’aumento dei costi energetici, la perdita di potere d’acquisto delle famiglie, la tutela dei salari e la difesa della sanità pubblica. Secondo i vertici regionali, questi fenomeni richiedono risposte territoriali immediate e una collaborazione stabile tra istituzioni, imprese, sindacati, università, associazioni e terzo settore.

Sanità, casa e salari tra le priorità

Il rilancio del Servizio sanitario regionale viene indicato come una priorità assoluta. Il Patto prevede inoltre il rafforzamento dei servizi per le persone non autosufficienti e misure per affrontare l’emergenza abitativa, attraverso una collaborazione tra pubblico e privato finalizzata a dimezzare le richieste di alloggi a canone calmierato.

Sul fronte occupazionale, la Regione e i firmatari intendono definire una strategia contro la povertà retributiva, tutelare i posti di lavoro e sostenere l’applicazione dei contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni maggiormente rappresentative. Il documento prevede tavoli regionali permanenti dedicati ai diversi settori, alle filiere e ai distretti, affiancati da sedi provinciali di salvaguardia per le attività produttive e i territori più esposti.

Un capitolo specifico riguarda la sicurezza nei luoghi di lavoro. L’impegno è dare piena attuazione all’accordo regionale del 2022 sulla tutela della salute e rafforzare prevenzione, vigilanza e controlli, aumentando anche le risorse destinate ai servizi delle Aziende sanitarie locali.

Istruzione, giovani e ricerca al 3% del Pil

Il Patto considera l’istruzione universale e inclusiva uno strumento essenziale per la democrazia e la mobilità sociale. Tra gli obiettivi figurano la riduzione della dispersione scolastica e del numero dei giovani Neet, insieme all’aumento delle persone in possesso di una laurea o di un diploma rilasciato dagli Istituti tecnologici superiori.

Per ricerca e innovazione viene confermato il traguardo di una spesa pari al 3% del Pil regionale entro il 2030. Cultura, università, formazione tecnica e trasferimento tecnologico dovranno contribuire alla competitività delle imprese e alla coesione tra le diverse aree dell’Emilia-Romagna.

Le politiche demografiche comprenderanno interventi a favore della natalità, della genitorialità e delle nuove generazioni. Il documento richiama inoltre la necessità di attrarre e trattenere studenti, laureati, ricercatori, lavoratori e professionalità, in una regione nella quale il saldo naturale negativo viene compensato dalla capacità di richiamare persone da altri territori.

Una nuova strategia per industria e filiere produttive

La difesa del ruolo manifatturiero dell’Emilia-Romagna resta uno degli assi principali dell’accordo. La Regione intende sostenere l’internazionalizzazione, la diversificazione dei mercati, la sicurezza delle filiere strategiche e la riduzione delle dipendenze dall’estero. È prevista l’approvazione di una Strategia regionale per le politiche industriali e la giusta transizione.

Il percorso interesserà anche agricoltura e agroalimentare, con investimenti destinati all’innovazione, alla sostenibilità, alla qualità dei prodotti e alla buona occupazione. Nel turismo si punta a diversificare l’offerta, migliorare le condizioni di lavoro e distribuire i flussi su tutto il territorio regionale.

Per la logistica sarà istituito un tavolo permanente dedicato alla sostenibilità del settore. Attenzione specifica verrà riservata anche al lavoro autonomo, alle professioni e ai servizi avanzati, considerati essenziali per accompagnare l’innovazione della pubblica amministrazione, delle città e del sistema produttivo.

Energia rinnovabile: obiettivo 41 terawattora

Il nuovo Patto conferma la neutralità carbonica entro il 2050 e fissa per il 2035 un obiettivo particolarmente ambizioso: produrre da fonti rinnovabili una quantità di energia pari al 100% dei consumi elettrici regionali.

Partendo dai 9 terawattora prodotti nel 2024, l’Emilia-Romagna punta a raggiungere 41 terawattora entro il 2035. Il traguardo richiederà investimenti nell’autoproduzione, nell’autoconsumo, nelle comunità energetiche e nella decarbonizzazione dei processi industriali, con incentivi rivolti alle imprese di ogni dimensione.

In agricoltura saranno promossi sistemi irrigui di precisione, reti più efficienti, tecniche agroecologiche e interventi per ridurre fertilizzanti, dispersioni ed emissioni. Il Patto sostiene inoltre lo sviluppo dei distretti biologici e l’impiego di soluzioni capaci di migliorare la gestione dell’acqua e delle risorse naturali.

Sicurezza del territorio e manutenzione dei fiumi

Le conseguenze degli eventi meteorologici estremi hanno spinto la Regione a inserire la sicurezza territoriale tra gli impegni strutturali. Il documento prevede la riorganizzazione dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la Protezione civile, il raddoppio delle risorse contro il dissesto idrogeologico e un programma pluriennale di manutenzione dei corsi d’acqua.

Un’attenzione particolare sarà riservata all’Appennino e alle aree interne, dove spopolamento, carenza di servizi e fragilità infrastrutturali rischiano di ampliare le distanze rispetto ai centri urbani. Il Patto prevede politiche per sostenere la residenza, le attività economiche, i collegamenti e l’accesso ai servizi pubblici.

Per le città vengono indicati interventi di rigenerazione urbana, riqualificazione delle periferie, mobilità sostenibile, nuove infrastrutture verdi e blu e reti capaci di resistere agli eventi climatici estremi. Sarà inoltre istituito un tavolo con i firmatari per verificare l’applicazione della legge regionale sul consumo di suolo e individuare possibili miglioramenti.

Economia circolare, aria pulita e trasporto pubblico

La raccolta differenziata in Emilia-Romagna ha raggiunto l’80%, dopo un incremento superiore a venti punti percentuali nell’arco di dieci anni. La nuova fase sarà concentrata sulla qualità dei materiali raccolti, sul monitoraggio delle quantità effettivamente riciclate e sul rafforzamento delle filiere del recupero e del riutilizzo.

Il Patto richiama inoltre la necessità di completare il nuovo Piano di tutela delle acque e di coordinare le politiche regionali sulla qualità dell’aria con gli interventi nazionali destinati a mobilità, agricoltura, abitazioni e imprese.

Nel settore dei trasporti sarà condiviso il percorso di approvazione del nuovo Piano regionale integrato. Il documento conferma anche il progetto di evoluzione del trasporto pubblico locale verso un’azienda unica regionale, pensata per aumentare l’efficienza, integrare i territori e concentrare maggiori risorse negli investimenti.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.