Patto per il Lavoro in Emilia-Romagna, Cisl: «Ora attuarlo»
29/07/2026
La Cisl Emilia-Romagna accoglie con soddisfazione la preintesa sul nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, presentata questa mattina dal presidente della Regione Michele de Pascale e dal vicepresidente Vincenzo Colla ai soggetti firmatari. L’accordo sarà sottoscritto ufficialmente nel corso di un evento previsto a settembre, ma il sindacato sollecita fin da ora l’avvio di una fase operativa capace di tradurre gli impegni in interventi concreti per lavoratori, pensionati, famiglie e imprese.
Pieri: «La concertazione resta un valore per la regione»
Il segretario generale della Cisl Emilia-Romagna, Filippo Pieri, ha sottolineato la continuità dell’intesa con le precedenti edizioni del Patto, considerate uno strumento utile per sostenere la coesione sociale, lo sviluppo economico, la crescita sostenibile, la tutela dell’occupazione e la cura del territorio.
Secondo Pieri, la nuova preintesa conferma la validità di un metodo basato sul confronto tra istituzioni, organizzazioni sindacali, categorie economiche e realtà sociali. Un’impostazione che attribuisce alla concertazione e alla responsabilità condivisa un ruolo strategico nelle scelte destinate a incidere sul futuro dell’Emilia-Romagna.
Il sindacato ritiene che il coinvolgimento delle parti sociali consenta di affrontare le trasformazioni economiche con una visione complessiva, evitando che le singole misure restino scollegate tra loro. L’obiettivo dichiarato è costruire politiche capaci di tenere insieme competitività, qualità del lavoro, inclusione e sostenibilità ambientale.
Le critiche ai ritardi nel percorso di rinnovo
Accanto alla valutazione positiva, la Cisl regionale ha espresso una posizione critica sui tempi che hanno accompagnato la definizione dell’accordo. Pieri ha parlato di un iter lungo e incerto, segnato da rallentamenti ritenuti ingiustificati e potenzialmente dannosi per l’efficacia dello strumento.
Il rinnovo del Patto, secondo il segretario generale, sarebbe stato necessario già da diversi mesi, in una fase caratterizzata da crisi industriali, rincari energetici, conflitti internazionali e instabilità economica. In questo contesto, procedere attraverso interventi occasionali, pur condivisibili nei contenuti, avrebbe rischiato di indebolire quella visione d’insieme che ha tradizionalmente distinto il sistema emiliano-romagnolo.
La preoccupazione del sindacato riguarda soprattutto la capacità delle istituzioni e delle parti sociali di programmare risposte coordinate alle difficoltà dei diversi territori, alle vertenze produttive e alle conseguenze delle transizioni in corso.
Lavoro di qualità, imprese solide ed economia sociale
Per la Cisl, la firma prevista a settembre dovrà rappresentare l’inizio di una fase attuativa rapida e verificabile. Il nuovo Patto dovrà favorire uno sviluppo sostenibile, sostenere il lavoro stabile e di qualità e accompagnare la crescita di imprese più strutturate, in grado di affrontare la transizione ecologica e digitale.
Tra le priorità indicate figurano anche la riduzione delle disuguaglianze economiche e sociali, il superamento dei divari territoriali e una maggiore attenzione alle fragilità ambientali. In questo quadro, l’introduzione dell’economia sociale viene considerata una leva promettente per rafforzare la collaborazione tra settore pubblico, imprese, cooperative, associazioni e comunità locali.
La Cisl Emilia-Romagna ha confermato la propria disponibilità a partecipare al percorso con fermezza e correttezza istituzionale, contribuendo alla definizione degli interventi e alla verifica dei risultati. Il confronto, per il sindacato, dovrà proseguire anche dopo la firma, affinché gli obiettivi inseriti nell’accordo trovino applicazione nelle politiche regionali.
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