Infermieri in Emilia-Romagna, 28mila nel sistema sanitario regionale
13/05/2026
In Emilia-Romagna sono circa 28mila gli infermieri e le infermiere che lavorano nel sistema sanitario regionale, su 35mila professionisti iscritti all’ordine. Nel giorno della Giornata internazionale dell’infermiere, celebrata il 12 maggio, il presidente della Regione Michele de Pascale e l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi hanno rivolto un ringraziamento pubblico a chi garantisce ogni giorno assistenza, continuità delle cure e presenza nei servizi sanitari del territorio.
Il ringraziamento della Regione nella giornata del 12 maggio
Il messaggio della Regione parte dal riconoscimento del lavoro quotidiano svolto da migliaia di professionisti nei reparti, negli ambulatori, nelle strutture territoriali e nei diversi servizi della sanità pubblica. De Pascale e Fabi hanno sottolineato il ruolo degli infermieri nel rendere possibile il funzionamento del sistema sanitario nazionale e regionale, richiamando la professionalità, l’abnegazione e il senso di responsabilità con cui assistono i pazienti.
La Giornata internazionale dell’infermiere diventa così, per la Regione, un momento di gratitudine istituzionale verso una categoria che rappresenta uno dei pilastri dell’assistenza. Una presenza diffusa, spesso decisiva nella relazione con i cittadini, nella gestione dei percorsi di cura e nel sostegno alle persone fragili.
Carichi di lavoro e stipendi, la denuncia di de Pascale e Fabi
Accanto al ringraziamento, però, il presidente e l’assessore hanno evidenziato anche le criticità che pesano sulla professione. Le condizioni di lavoro degli infermieri, secondo la Regione, restano inaccettabili sul piano dei carichi, del riconoscimento sociale e dei livelli retributivi. Una situazione che incide sull’attrattività della professione e sulla tenuta complessiva del sistema sanitario.
De Pascale e Fabi hanno indicato la fuga verso l’estero e la scarsa appetibilità dei percorsi professionali tra le grandi emergenze della sanità nazionale. Il punto, per la Regione, non riguarda soltanto i rinnovi contrattuali, ma la necessità di un cambiamento più ampio, capace di intervenire sul profilo professionale, sulle possibilità di crescita e sul riconoscimento economico.
Formazione, specializzazioni e nuove prospettive di carriera
Nel messaggio istituzionale viene richiamata la necessità di ampliare le prospettive degli infermieri, anche attraverso percorsi di studio più strutturati. La Regione indica come direttrici il riconoscimento dei master, delle lauree magistrali e delle competenze specialistiche, non soltanto per incarichi direzionali, ma anche per ruoli tecnici e clinici in grado di valorizzare maggiormente la professione.
Secondo de Pascale e Fabi, gli infermieri italiani guadagnano meno dei colleghi europei e di una parte consistente dei professionisti attivi in altri Paesi. Un divario che riduce l’attrattività dell’Italia e contribuisce a rendere più difficile trattenere personale qualificato.
In Emilia-Romagna, la Regione intende lavorare su percorsi dedicati già dalle scuole superiori, sul rafforzamento della collaborazione con le università per potenziare i corsi e su strumenti specifici legati alle retribuzioni. Al centro resta il riconoscimento del ruolo degli infermieri e delle infermiere nel servizio sanitario regionale, considerato essenziale per garantire cura, assistenza e prossimità ai cittadini.
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