Legalità, nuovi fondi in Emilia-Romagna: bando 2026 tra contrasto alle mafie e sfide digitali
17/04/2026
Rafforzare gli strumenti di prevenzione contro la criminalità organizzata e, allo stesso tempo, ampliare il raggio d’azione verso fenomeni emergenti come l’odio online e le discriminazioni digitali. La Regione Emilia-Romagna rilancia per il 2026 il proprio impegno con un nuovo bando rivolto agli enti pubblici, finalizzato alla sottoscrizione di accordi di programma per promuovere la cultura della legalità e sostenere interventi concreti sul territorio.
La delibera, presentata dalla Giunta regionale durante un incontro con amministratori e referenti delle politiche locali, si inserisce nel solco tracciato dal Testo unico per la legalità. L’obiettivo resta quello di costruire una rete capace di prevenire fenomeni mafiosi, sostenere le vittime e valorizzare un’economia fondata su trasparenza e responsabilità, ma con un’attenzione più marcata verso le trasformazioni sociali e tecnologiche.
Dal territorio al digitale: nuove priorità per la prevenzione
Accanto alle azioni consolidate contro usura, racket e infiltrazioni mafiose, il bando introduce un focus esplicito sulla prevenzione dei crimini d’odio e delle discriminazioni online. L’educazione all’uso consapevole degli strumenti digitali diventa parte integrante delle politiche per la legalità, con l’obiettivo di rafforzare la capacità dei cittadini di riconoscere e contrastare comportamenti violenti anche negli spazi virtuali.
Il quadro normativo di riferimento resta la Legge regionale n. 18/2016, che negli anni ha permesso di attivare 344 accordi di programma con enti locali, scuole, università e altri soggetti istituzionali, per un investimento complessivo di oltre 9 milioni di euro. Un percorso che ha consolidato un modello di intervento basato sulla collaborazione tra istituzioni e comunità locali.
In questa direzione si colloca anche il recente protocollo d’intesa sottoscritto con Corte d’Appello, Procura Generale, Ordini professionali forensi e Comune di Bologna, pensato per rafforzare il coordinamento nella prevenzione dei fenomeni discriminatori e nella tutela dei diritti fondamentali.
Sostegno alle vittime e riuso sociale dei beni confiscati
Il bando prevede un ampio ventaglio di interventi, che includono il supporto alle vittime di reati mafiosi, usura ed estorsione, attraverso servizi di assistenza materiale, consulenza legale e sostegno psicologico. A queste misure si affiancano attività di informazione e sensibilizzazione, oltre alla promozione dell’accesso al Fondo di solidarietà dedicato alle vittime.
Un capitolo rilevante riguarda il recupero e il riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata. In Emilia-Romagna, questo ambito rappresenta una delle leve più visibili della presenza istituzionale sul territorio: ad oggi sono 49 gli immobili recuperati grazie al supporto regionale, trasformati in spazi destinati a servizi, attività culturali o iniziative di interesse collettivo.
Dal 2011, la Regione ha investito oltre 7,8 milioni di euro per favorire questi percorsi di riqualificazione, contribuendo a restituire valore sociale a beni sottratti alle organizzazioni criminali.
Il nuovo bando punta a consolidare questa strategia, integrando interventi educativi, sociali e culturali in un’unica visione operativa. Le candidature potranno essere presentate dagli enti pubblici entro il 4 maggio 2026, avviando così una nuova fase di progettazione condivisa sul territorio.
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