Olio dei Colli di Bologna ottiene l’Igp dall’Unione europea
18/09/2026
L’Olio dei Colli di Bologna entra ufficialmente nel registro europeo delle Indicazioni geografiche protette. Il riconoscimento dell’Igp da parte dell’Unione europea certifica il legame dell’olio extravergine con le colline bolognesi e porta a 46 il numero dei prodotti Dop e Igp dell’Emilia-Romagna. La nuova denominazione si affianca, nel settore oleario regionale, alle Dop Brisighella e Colline di Romagna.
La zona di produzione sulle colline a sud della via Emilia
Il disciplinare individua come area di produzione le colline della Città metropolitana di Bologna situate a sud della via Emilia. Qui l’olivicoltura si sviluppa in condizioni ambientali particolari, caratterizzate dalle escursioni termiche e da un microclima legato anche alla presenza delle rocce evaporitiche gessose affioranti nel territorio riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’Umanità nel 2023.
L’Olio dei Colli di Bologna Igp deve rispettare parametri definiti anche sul piano chimico e organolettico. L’acidità libera non può superare lo 0,3%, mentre il rapporto tra acido oleico e acido linoleico deve essere almeno pari a 7. Al gusto presenta un fruttato compreso tra medio e intenso, con componenti amare e piccanti equilibrate e aromi che possono richiamare carciofo, erba, mandorla e pomodoro. Il prodotto è inoltre caratterizzato da una presenza significativa di biofenoli e polifenoli.
Monovarietale e blend, cosa prevede il disciplinare
La produzione può seguire due modalità. Nel caso dell’olio monovarietale, almeno l’85% deve essere ottenuto da una sola cultivar ammessa. Tra le varietà indicate figurano Correggiolo, Frantoio, Nostrana di Brisighella e Ghiacciola, insieme alle cultivar autoctone bolognesi Farneto, Montebudello, Montecapra, Montecalvo 2 e Oliveto.
Per la versione blend, invece, è prevista la combinazione di almeno due cultivar ammesse dal disciplinare. Nel loro insieme queste devono rappresentare almeno l’80% dell’olio prodotto.
Il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore regionale all’Agricoltura e all’Agroalimentare, Alessio Mammi, hanno indicato il riconoscimento come uno strumento per tutelare il valore delle produzioni locali, sostenere le imprese e rafforzare le filiere agroalimentari sui mercati italiani ed esteri. Il presidente della Rete Olio extra vergine di oliva Colli di Bologna, Ermanno Rocca, ha evidenziato anche le opportunità legate allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione paesaggistica del territorio.
Un percorso iniziato nel 2021 verso la certificazione europea
L’iter per ottenere l’Igp è partito ufficialmente nel 2021 su iniziativa della Rete Olio extra vergine di oliva Colli di Bologna, organizzazione costituita nel 2017 per promuovere e valorizzare l’olivicoltura locale. Alla rete aderiscono diverse aziende agricole e realtà produttive attive nel territorio metropolitano.
La domanda di registrazione è stata presentata nel 2023. Dopo il parere favorevole della Regione Emilia-Romagna e l’istruttoria del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, il disciplinare è arrivato alla Commissione europea. La proposta è stata poi pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea nel maggio 2026, passaggio che ha preceduto il riconoscimento definitivo.
Una coltivazione documentata fin dall’età romana
La presenza dell’olivo nel territorio bolognese ha radici molto antiche. Le prime testimonianze vengono ricondotte all’età romana, mentre documenti notarili e fonti storiche attestano la coltivazione sulle colline attorno a Bologna almeno dall’VIII secolo.
Tra il Seicento e l’Ottocento la produzione subì un progressivo arretramento, soprattutto a causa delle gelate e delle difficili condizioni climatiche. Una nuova fase di sviluppo è iniziata dagli anni Novanta del Novecento, sostenuta dagli studi scientifici del Cnr, dall’impianto di nuovi oliveti e da progetti dedicati alla riscoperta delle varietà locali. Il riconoscimento Igp assegna ora una tutela europea a questa produzione e al suo legame con il territorio delle colline bolognesi.
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