Patto Emilia-Romagna, Cisl: firma a settembre, ora attuarlo
30/07/2026
La Cisl Emilia-Romagna accoglie con favore la preintesa sul nuovo Patto per il Lavoro, il Clima e l’Economia sociale, presentata il 28 luglio dal presidente della Regione Michele de Pascale e dal vicepresidente Vincenzo Colla ai soggetti firmatari. L’accordo sarà sottoscritto ufficialmente durante un evento previsto nel mese di settembre, ma il sindacato chiede che l’avvio della fase operativa non subisca ulteriori rallentamenti.
Pieri: il Patto tutela lavoro e coesione sociale
Il segretario generale della Cisl Emilia-Romagna, Filippo Pieri, ha espresso soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa, considerata uno strumento capace di garantire continuità alle politiche regionali dedicate allo sviluppo, alla crescita sostenibile, alla cura del territorio e alla tutela dell’occupazione.
Secondo il sindacato, le precedenti edizioni del Patto hanno contribuito a preservare la coesione sociale dell’Emilia-Romagna e a costruire un metodo di confronto stabile tra istituzioni, organizzazioni dei lavoratori, associazioni imprenditoriali e rappresentanze sociali. La concertazione viene indicata come una responsabilità condivisa attraverso la quale definire obiettivi comuni e coordinare gli interventi destinati all’economia regionale.
Per Pieri, la nuova intesa conferma il valore di un modello basato sulla partecipazione dei diversi attori del territorio. Un metodo ritenuto particolarmente utile in una fase caratterizzata da crisi industriali, aumento dei costi energetici, conflitti internazionali e instabilità economica.
Le critiche sui ritardi nel percorso di rinnovo
Accanto alla valutazione positiva, la Cisl regionale solleva una critica sui tempi impiegati per arrivare alla preintesa. Il percorso di rinnovo, secondo Pieri, è stato segnato da rallentamenti ingiustificati e da una prolungata incertezza, con il rischio di ridurre l’efficacia dello strumento proprio durante una fase economica complessa.
Il sindacato sostiene che l’Emilia-Romagna avrebbe avuto bisogno del nuovo quadro programmatico già da diversi mesi. Procedere attraverso singoli provvedimenti, pur condivisibili nei contenuti, non avrebbe infatti garantito quella visione complessiva necessaria per affrontare contemporaneamente le difficoltà delle imprese, la difesa dei posti di lavoro, le trasformazioni produttive e le disuguaglianze territoriali.
La richiesta è quindi quella di superare una gestione frammentata delle emergenze e tornare a una programmazione capace di collegare politiche industriali, occupazione, welfare, formazione, ambiente e sviluppo locale.
Transizione ecologica e digitale al centro dell’attuazione
Con la firma ufficiale attesa a settembre, l’attenzione della Cisl si sposta ora sull’applicazione degli impegni contenuti nel documento. L’intesa, precisa Pieri, non dovrà rappresentare un punto di arrivo, ma l’avvio di una fase attuativa rapida e verificabile, rivolta alla tutela di lavoratori, pensionati e famiglie.
Tra gli obiettivi indicati figurano la creazione di lavoro di qualità, il rafforzamento delle imprese e l’accompagnamento del sistema produttivo regionale nelle transizioni ecologica e digitale. Il Patto dovrà inoltre contribuire a ridurre le distanze economiche, sociali, ambientali e territoriali presenti nelle diverse aree dell’Emilia-Romagna.
Un ruolo specifico viene attribuito all’economia sociale, inserita per la prima volta nella denominazione dell’accordo. Per la Cisl, questa componente può diventare una leva per sostenere servizi, inclusione, occupazione e sviluppo delle comunità, integrando gli interventi pubblici con l’attività delle cooperative, delle imprese sociali e degli enti del terzo settore.
Il sindacato conferma la propria disponibilità a partecipare al confronto con la Regione e con gli altri firmatari, mantenendo una posizione ferma sulle priorità del lavoro e una collaborazione improntata alla correttezza istituzionale.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to