Posted on: 18 Ottobre 2021 Posted by: Redazione Comments: 0
benzina

Un autunno che sta portando in dote, purtroppo, un incremento notevole dei prezzi di benzina e diesel. Insomma, brutte notizie per tutti coloro che viaggiano spesso e volentieri in auto, dal momento che sta ancora una volta aumentando il costo del petrolio.

Di conseguenza, ecco che spostarsi e muoversi in macchina piuttosto che con altri veicoli comporterà una spesa ancora maggiore. Se da un lato l’Europa sta pensando di trovare una soluzione per poter garantire un aiuto alle famiglie maggiormente in difficoltà, ecco che le nuove stime che sono state effettuate da parte del Mise in riferimento ai carburanti non permettono certo di stare tranquilli.

Le ultime stime del Mise

Le stime che si riferiscono agli attuali prezzi della benzina, ma anche del diesel e del gas vengono messi a disposizione con una certa costanza da parte del portale “Osservaprezzi carburanti” che viene gestito da parte del Ministero dello Sviluppo Economico. Questo sito consente di guardare in tempo reale l’evoluzione dei prezzi di vendita dei carburanti praticati dai vari gestori.

In base ai prezzi medi mensili che sono stati elaborati in una media mensile da parte del Mise, si può notare come i prezzi che vengono messi in atto da parte dei gestori sono pari a 1,718 euro per la benzina in media, a 1,576 euro per il diesel, sempre in media.

Ecco spiegato anche il motivo per cui si stanno cercando delle alternative rispetto all’acquisto, ad esempio, di un’auto nuova, in maniera tale da risparmiare il più possibile, visto che già i prezzi dei carburanti sono saliti così tanto alle stelle. In modo particolare il noleggio a lungo termine si sta affermando come una delle soluzioni più gettonate, visto che consente un notevole risparmio: sfruttando le migliori offerte, sarà quindi possibile noleggiare un’auto usata rapidamente (qui trovi maggiori informazioni). In questo modo la rata mensile si abbasserà ulteriormente.

I motivi di questo aumento

Nel momento in cui si fa riferimento al prezzo all’ingrosso del carburante, si parla sostanzialmente del costo del petrolio nell’esatto momento in cui abbandona la raffineria. In poche parole, si tratta del prezzo che viene corrisposto da parte dei rivenditori.

I prezzi del petrolio hanno subito un drastico calo nel momento in cui è scoppiata la pandemia legata al Covid-19, ma la domanda, da qualche mese a questa parte, è di nuovo oggetto di un trend in forte aumento. È chiaro che tutto questo deriva dal fatto che le varie economie a livello mondiale hanno ripreso a correre come e più di prima, portando e stimolando un incremento dei prezzi.

Non solo, dal momento che ci sono anche altri fattori che hanno inciso e non poco su tale situazione. Si tratta prima di tutto della cronica mancanza di camionisti, ma anche i ritardi che hanno coinvolto le consegne hanno rappresentato un problema che si è fatto sentire e non poco. Entrambe le situazioni hanno in ogni caso un forte legame con l’emergenza pandemica, ma alla fine dei conti hanno condizionato in misura importante l’andamento del mercato. Tutto questo per via del fatto che nel momento in cui l’offerta si blocca, i prezzi all’ingrosso hanno la tendenza a crescere.

In riferimento proprio alle interruzioni dell’offerta, è bene mettere in evidenza il ruolo molto importante che ha avuto la mancata intesa tra i vari Paesi che fanno parte dell’Opec, in riferimento all’incremento della produzione di greggio, nel corso dell’assemblea che si è svolta in quel di Vienna nel mese di luglio. Da notare come sono andate completamente all’aria le trattative con gli Emirati Arabi, visto che le richieste hanno trovato un valido e fermo oppositore nell’Arabia Saudita, portando i prezzi del petrolio ad aumentare ancora di più.