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Sisma Emilia 2012, finita l’emergenza: 113 milioni per la ricostruzione

21/05/2026

Sisma Emilia 2012, finita l’emergenza: 113 milioni per la ricostruzione

Quattordici anni dopo le scosse del 2012, per i territori dell’Emilia colpiti dal terremoto si chiude lo Stato di emergenza e si apre una nuova fase dedicata al completamento della ricostruzione pubblica e del patrimonio culturale. Il punto è stato fatto a Cento, nel Ferrarese, durante il Comitato istituzionale presieduto dal presidente della Regione Emilia-Romagna e commissario straordinario Michele de Pascale, insieme all’assessore alla Ricostruzione Davide Baruffi.

Ricostruzione privata completata

Il bilancio della ricostruzione privata segna numeri ormai consolidati: circa 20mila abitazioni ripristinate, 28mila persone rientrate nelle proprie case, 6.800 attività produttive e 3.300 imprese industriali e agricole tornate operative.

L’investimento complessivo è di circa 8 miliardi di euro, con oltre 7 miliardi già liquidati. Restano invece al centro delle politiche regionali il completamento degli interventi pubblici, il recupero del patrimonio culturale e la valorizzazione dei territori colpiti.

Il cratere del sisma coinvolge ancora 15 comuni tra le province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Ferrara. La riunione si è svolta nella Pinacoteca civica “Il Guercino”, pesantemente danneggiata dal terremoto e riaperta nel 2024. Al termine è stato effettuato anche un sopralluogo al teatro Borgatti, altro luogo simbolo di Cento ancora interessato dai lavori.

Nuove risorse per gli interventi pubblici

Durante il Comitato è stato condiviso lo stanziamento da parte del Governo di ulteriori 113,4 milioni di euro per la ricostruzione pubblica, risorse richieste da tempo dalla Regione. A queste si aggiungono quasi 39 milioni legati al cosiddetto sisma bonus.

De Pascale ha definito la conclusione dello Stato di emergenza un passaggio dal forte valore simbolico, capace di certificare il lavoro svolto in questi anni. Il presidente ha però ribadito che il ritorno alla normalità amministrativa non coincide con la fine dell’impegno pubblico: la Regione proseguirà fino alla chiusura dell’ultimo cantiere.

Il nuovo quadro nazionale

La novità del 2026 è il passaggio allo stato di ricostruzione di rilievo nazionale, secondo la disciplina introdotta dalla legge 40 del 2025. La norma, ispirata anche all’esperienza emiliano-romagnola, mantiene una governance fondata sulla figura del commissario straordinario, sulla contabilità speciale e su un piano pluriennale degli interventi.

Per l’assessore Baruffi, dopo la ricostruzione privata l’attenzione resta concentrata sugli edifici pubblici, in un percorso rallentato da pandemia, crisi energetica, aumento dei costi e instabilità internazionale. Il sindaco di Cento, Edoardo Accorsi, ha ricordato che la ricostruzione si misura anche nella capacità delle istituzioni di procedere insieme, annunciando nuove gare entro fine anno per il patrimonio pubblico cittadino.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.