Tecnopolo Dama, accordo quinquennale per la crescita di Bologna
14/07/2026
Regione Emilia-Romagna, Comune e Città metropolitana di Bologna hanno sottoscritto lunedì 13 luglio 2026 un accordo interistituzionale di durata quinquennale per accompagnare la crescita del Tecnopolo Dama. L’intesa introduce una regia pubblica condivisa con l’obiettivo di collegare ricerca, supercalcolo e intelligenza artificiale allo sviluppo economico, alla creazione di lavoro qualificato e all’attrazione di imprese, investimenti e competenze.
Il documento è stato firmato nella sede del Dama dal presidente della Regione, Michele de Pascale, e dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Alla presentazione hanno partecipato il vicepresidente regionale Vincenzo Colla, l’assessora regionale Elena Mazzoni, l’assessore comunale Raffaele Laudani e la delegata metropolitana Rosa Grimaldi. Le Giunte regionale e comunale e i delegati della Città metropolitana si sono poi riuniti in seduta congiunta per condividere le priorità operative.
Tre organismi per coordinare investimenti e ricerca
Il nuovo modello di governance sarà articolato su tre livelli. Una Cabina di regia politico-istituzionale definirà le linee generali e coordinerà le politiche pubbliche; un Comitato di indirizzo strategico coinvolgerà università, centri di ricerca, imprese e parti sociali; un Gruppo tecnico interistituzionale avrà il compito di trasformare gli indirizzi in programmi e progetti concreti.
La strategia punta a consolidare la posizione internazionale del Tecnopolo, rafforzare le collaborazioni scientifiche e favorire l’insediamento di startup e aziende innovative. Tra le priorità figura la definizione di una strategia regionale per l’intelligenza artificiale applicata, destinata alla manifattura, ai servizi e alla pubblica amministrazione.
Le sperimentazioni previste negli enti pubblici dovranno contribuire a rendere più efficienti i processi amministrativi, migliorare l’organizzazione del lavoro e offrire servizi più rapidi a cittadini e imprese. L’accordo prevede anche una rappresentanza istituzionale unitaria del polo nei principali tavoli nazionali ed europei dedicati ai Big Data, all’intelligenza artificiale e al supercalcolo.
AI Factory e Tek District nella nuova fase del Tecnopolo
L’intesa arriva mentre il Dama entra in una fase di espansione sostenuta dall’avvio dell’AI Factory europea. L’infrastruttura consentirà a imprese, startup e centri di ricerca di utilizzare capacità di calcolo avanzate e servizi specialistici per sviluppare applicazioni di intelligenza artificiale.
Parallelamente procede il progetto del Tek District, destinato a trasformare l’area dell’ex Manifattura Tabacchi e il quadrante nord-est di Bologna in un distretto dedicato a ricerca, innovazione, imprese, cultura e nuovi servizi. Il piano urbanistico dovrà rafforzare il legame tra il polo scientifico e il territorio metropolitano.
Le amministrazioni intendono inoltre aprire maggiormente il Tecnopolo alla cittadinanza. Il programma comprende attività educative, iniziative di divulgazione scientifica e progetti di citizen science, con l’obiettivo di promuovere un confronto pubblico sull’uso dei dati, sulle ricadute dell’intelligenza artificiale e sui cambiamenti che queste tecnologie producono nel lavoro e nei servizi.
Un’area di 120 mila metri quadrati con 1.500 ricercatori
Il Tecnopolo Dama, hub della Data Valley dell’Emilia-Romagna, si estende su circa 120 mila metri quadrati negli spazi dell’ex Manifattura Tabacchi e ospita una comunità composta da oltre 1.500 ricercatrici e ricercatori. Rappresenta il maggiore investimento infrastrutturale realizzato in Italia nei settori dei Big Data e del calcolo ad alte prestazioni.
Nel polo hanno sede il Data Center del Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, il supercomputer Leonardo gestito da Cineca, le infrastrutture dell’Infn e l’Icsc, Centro nazionale di ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing.
Il complesso ospita inoltre l’AI Factory europea e la sede dell’Università delle Nazioni Unite dedicata all’impiego dei Big Data e dell’intelligenza artificiale nella gestione dei cambiamenti dell’habitat umano. Questa concentrazione di infrastrutture e competenze colloca Bologna tra i maggiori nodi europei del supercalcolo e dell’innovazione digitale.
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