Ticket farmaceutici Emilia-Romagna, risparmio da 20 milioni
23/06/2026
L’Emilia-Romagna registra quasi 20 milioni di euro di minore spesa farmaceutica nei primi otto mesi di applicazione dei ticket sui medicinali, introdotti a maggio 2025. Il bilancio, aggiornato a dicembre dello stesso anno, indica anche un aumento delle ricette con esenzione e una riduzione di quelle non esenti, insieme al calo dei consumi di alcune categorie di farmaci considerate più esposte a inappropriatezza prescrittiva e sprechi.
Il bilancio dei primi otto mesi di applicazione
La misura prevede, per i cittadini non esenti, una compartecipazione di 2,20 euro a confezione, fino a un massimo di 4 euro per ricetta. Sono invece esentati dal pagamento circa 1 milione e 650mila cittadini, pari a un abitante su tre, tra pazienti oncologici, persone con patologie croniche o rare, invalidi, disoccupati e cittadini in condizioni di disagio economico.
Da maggio a dicembre 2025 il gettito complessivo dei ticket è stato pari a 32,7 milioni di euro e ha riguardato circa 16 milioni di confezioni, poco meno di un terzo del totale erogato. Le confezioni esenti da ticket sono state invece oltre 31 milioni, confermando il peso rilevante delle tutele previste per le fasce più fragili della popolazione.
L’Emilia-Romagna è stata tra le ultime Regioni italiane a introdurre il ticket farmaceutico. La scelta è stata impostata su un criterio legato alle fasce di reddito, come accade in Toscana, Marche, Umbria e Basilicata, a differenza di altre Regioni dove viene applicata una quota fissa.
Fabi: scelta sofferta, ma necessaria per il sistema sanitario
L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, ha definito l’introduzione del contributo sui farmaci una scelta “sofferta, ma inevitabile”, collegandola alla necessità di evitare un ulteriore definanziamento del sistema sanitario regionale. Secondo Fabi, il risultato raggiunto è legato anche al lavoro delle Aziende sanitarie, dei medici, degli infermieri e degli operatori impegnati nella gestione della spesa e nell’organizzazione dei servizi.
La Regione sottolinea che il sistema sanitario emiliano-romagnolo ha ridotto in modo significativo il proprio disavanzo: dal fabbisogno di 194 milioni di euro registrato nel 2024 si è passati a -54 milioni nel 2025, con l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2026. Il quadro, secondo l’amministrazione regionale, resta condizionato dal sottofinanziamento nazionale, con un incremento del fondo sanitario dell’1,8% nel 2025 a fronte di una crescita della spesa sanitaria del 3,4%.
Ricette non esenti in calo, aumentano quelle protette
Nel periodo maggio-dicembre 2025 le ricette complessive sono diminuite del 3,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con quasi 1,5 milioni di prescrizioni in meno. La flessione, però, ha riguardato soltanto le ricette senza codice di esenzione, calate del 24% rispetto al 2024. Le ricette con codice di esenzione, al contrario, sono aumentate del 22%.
Secondo la Regione, questi dati indicano che la riduzione della spesa non ha prodotto una contrazione generalizzata delle cure, ma ha inciso soprattutto sulle prescrizioni non protette da esenzione. Il monitoraggio è stato affiancato da una revisione dei meccanismi di spesa, con l’obiettivo dichiarato di favorire una maggiore appropriatezza nell’utilizzo dei farmaci.
Antibiotici, vitamina D e omega3: consumi in diminuzione
Tra i dati più rilevanti figura il calo dell’11% delle confezioni di antibiotici, un elemento collegato anche al contrasto dell’antibioticoresistenza. La riduzione è stata verificata attraverso il flusso della tracciabilità del farmaco, che registra le consegne effettuate da ditte e distributori alle farmacie convenzionate. Questo controllo, secondo la Regione, conferma un minore ricorso effettivo agli antibiotici e non uno spostamento della spesa sui cittadini attraverso acquisti privati.
Una diminuzione dei consumi è stata rilevata anche per altre categorie terapeutiche considerate a rischio di utilizzo non pienamente giustificato, tra cui gli inibitori della pompa acida, scesi dell’11%, gli omega3 e la vitamina D. Per l’amministrazione regionale, l’inversione della tendenza della spesa farmaceutica rappresenta un passaggio rilevante nel percorso verso una prescrizione più mirata, mantenendo al centro la tutela delle categorie esenti e il diritto alla salute.