Appennino, bando da 2 milioni per assumere disoccupati
22/07/2026
Contributi fino a 15mila euro per ogni assunzione stabile effettuata nelle sedi produttive della montagna e delle aree interne dell’Emilia-Romagna. È il fulcro del nuovo bando regionale da 2 milioni di euro, attualmente in fase di definizione e destinato alle imprese che inseriranno nel proprio organico persone inoccupate o disoccupate. La pubblicazione è prevista entro settembre.
Fino a 15mila euro per ogni contratto stabile
La misura è stata illustrata durante un’assemblea pubblica organizzata a Silla, nell’Appennino bolognese, alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, del vicepresidente con delega allo Sviluppo economico Vincenzo Colla e del capo di Gabinetto del sindaco metropolitano, con delega al Lavoro, Stefano Mazzetti.
Il bando sarà aperto a tutte le imprese, comprese quelle di grandi dimensioni, purché le assunzioni riguardino unità locali situate nei Comuni montani o nelle aree interne della regione. Saranno invece escluse le pubbliche amministrazioni e i datori di lavoro domestico.
Per ogni nuovo contratto a tempo indeterminato e a tempo pieno potrà essere riconosciuto un contributo a fondo perduto fino a 15mila euro. L’obiettivo dichiarato dalla Regione è favorire occupazione stabile e qualificata, sostenendo le aziende che mantengono attività produttive nei territori maggiormente esposti allo spopolamento e alle difficoltà logistiche.
Industria leggera e alta tecnologia nei territori montani
La proposta nasce anche dal confronto sollecitato dalle organizzazioni sindacali sul futuro industriale dell’Appennino. Regione e Città metropolitana di Bologna hanno partecipato all’incontro per definire un percorso operativo rivolto alla tutela dei posti di lavoro, all’attrazione di nuovi investimenti e al rafforzamento delle filiere produttive locali.
De Pascale e Colla hanno indicato nel lavoro la prima leva per rendere la montagna attrattiva sia per chi già vi risiede e opera, sia per le persone e le aziende interessate a trasferirsi. Il modello delineato punta sulla manifattura leggera, sostenibile e ad alta tecnologia, capace di ridurre l’incidenza delle distanze e dei costi di trasporto.
Tra i comparti considerati adatti a questo sviluppo figurano la meccatronica di precisione e il biomedicale, settori nei quali il peso della logistica sul valore finale dei prodotti può risultare limitato. La diffusione della banda larga e delle tecnologie legate all’industria 4.0 permette inoltre agli stabilimenti collocati nei borghi appenninici di comunicare con clienti, fornitori e altri siti produttivi su scala internazionale.
La richiesta di una Zona economica speciale
La Città metropolitana di Bologna ha accolto favorevolmente il progetto regionale, ribadendo la necessità di intervenire anche sulle situazioni di difficoltà già presenti nel tessuto produttivo montano. Mazzetti ha chiesto al Governo di riconoscere l’Appennino bolognese come Zona economica speciale, condizione che consentirebbe alle imprese di accedere ad agevolazioni fiscali, incentivi economici e procedure amministrative semplificate.
Accanto al bando per le assunzioni, la Regione sta valutando un secondo intervento dedicato all’autoimpiego. Le misure nazionali attualmente sostengono la nascita di attività imprenditoriali, professionali e autonome avviate nel Centro-Nord da persone disoccupate o inoccupate tra i 18 e i 35 anni. L’ipotesi regionale prevede di estendere opportunità analoghe anche agli over 35, ampliando così la platea dei potenziali beneficiari.
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Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to