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Autotrasporto, fermo nazionale Unatras: stop ai servizi in tutta Italia

20/04/2026

Autotrasporto, fermo nazionale Unatras: stop ai servizi in tutta Italia

Il Comitato Esecutivo di Unatras ha proclamato il fermo nazionale dei servizi e di tutte le attività di trasporto merci, affidando all’ufficio di Presidenza il compito di definire date e modalità del blocco nel rispetto delle procedure previste dal codice di autoregolamentazione dello sciopero di settore. La decisione arriva al termine di una fase di forte tensione nel comparto, segnata dall’aumento dei costi del carburante e dalla denuncia, da parte delle associazioni di categoria, di misure governative giudicate inadeguate rispetto alla gravità della situazione.

La protesta del comparto contro il caro carburante

Secondo Unatras, di cui fa parte anche CNA Fita, il quadro economico che sta colpendo l’autotrasporto ha ormai superato la soglia di sostenibilità per migliaia di imprese. Il rincaro del gasolio, spiegano i rappresentanti della categoria, avrebbe reso in molti casi impossibile proseguire l’attività senza accumulare perdite, con effetti immediati sulla tenuta finanziaria delle aziende e sulla continuità del servizio.

Alla base della proclamazione del fermo c’è soprattutto l’assenza di risposte ritenute adeguate da parte del Governo. Per Unatras, gli interventi messi in campo finora non sono riusciti a coprire la reale portata dell’emergenza e, anzi, avrebbero finito per penalizzare proprio il trasporto professionale, impegnato negli anni in investimenti legati alla sostenibilità ambientale e alla sicurezza stradale.

Centomila imprese coinvolte e mezzo milione di lavoratori

Il peso del settore, ricordano le organizzazioni aderenti, è rilevante per l’intera economia nazionale. L’autotrasporto italiano conta infatti circa 100mila imprese e 500mila lavoratori, numeri che restituiscono con immediatezza la dimensione della vertenza aperta. La scelta di fermarsi, nelle intenzioni del coordinamento, viene presentata come una misura estrema per evitare conseguenze ancora più pesanti derivanti dal continuare a operare in perdita.

Il blocco, una volta definite le giornate di attuazione, rischia di avere ripercussioni estese sulla circolazione delle merci e sulla catena degli approvvigionamenti. Proprio per questo Unatras chiede un intervento urgente dell’esecutivo, nella convinzione che la sospensione delle attività possa essere evitata solo attraverso misure immediate e concrete.

Le richieste al Governo per evitare il blocco

Tra le richieste avanzate dal coordinamento ci sono l’emanazione del decreto attuativo sul credito d’imposta già previsto, ristori compensativi per il mancato rimborso delle accise pari a 200 euro ogni mille litri di gasolio acquistato, interventi sulla liquidità delle imprese, inclusa la sospensione dei versamenti fiscali e contributivi, oltre al rafforzamento degli strumenti normativi e contrattuali già esistenti.

Unatras sollecita anche l’adozione di un quadro temporaneo di aiuti a livello europeo, ritenuto necessario per affrontare una crisi che incide direttamente sui costi operativi del trasporto. Nella nota diffusa al termine della riunione, il coordinamento, che afferma di rappresentare la quasi totalità della categoria, invita infine le iniziative di protesta autorganizzate già emerse in alcune aree a confluire nelle forme di mobilitazione che saranno promosse nel rispetto della legge.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to