Caricamento...

Emilia Romagna 24 News Logo Emilia Romagna 24 News

Emilia-Romagna, ordinanza calore: stop al lavoro al sole

04/06/2026

Emilia-Romagna, ordinanza calore: stop al lavoro al sole

In Emilia-Romagna scatta l’ordinanza contro il caldo nei luoghi di lavoro all’aperto: dal 3 giugno al 15 settembre 2026, nei giorni in cui il rischio sarà classificato come “Alto”, sarà vietato lavorare in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle 12.30 alle 16 in agricoltura, florovivaismo, cantieri edili, piazzali della logistica, cave e attività di consegna merci con mezzi a pedalata, anche assistita.

Il provvedimento firmato da Michele de Pascale

L’ordinanza è stata firmata il 3 giugno dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, dopo l’approvazione della Giunta regionale. Il provvedimento arriva con un mese di anticipo rispetto allo scorso anno e punta a ridurre i rischi per lavoratrici e lavoratori durante le ore di maggiore esposizione solare, quando le alte temperature possono provocare malori e compromettere la sicurezza nei luoghi di lavoro.

La misura riguarda in particolare i settori nei quali l’attività fisica intensa e l’esposizione diretta al sole aumentano il rischio legato al calore. Il divieto si applicherà nei giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio segnalerà il livello “Alto” per lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa, nella rilevazione riferita alle ore 12.

Il monitoraggio sarà basato sulle mappe nazionali di previsione rese disponibili da Inail nell’ambito del progetto Worklimate, realizzato con il Cnr, consultabili sul sito dedicato. Si tratta dello strumento utilizzato per valutare il rischio di esposizione al caldo, con particolare attenzione a chi svolge mansioni fisicamente impegnative.

Divieto esteso a cave e rider

Rispetto agli anni precedenti, l’ordinanza introduce alcune novità. Il divieto non riguarderà soltanto i settori agricolo e florovivaistico, i cantieri edili e affini e i piazzali della logistica, ma sarà esteso anche al lavoro nelle cave e ai rider impegnati nella consegna di merci tramite mezzi a pedalata, comprese le biciclette a pedalata assistita.

Per le attività di consegna, la parte organizzatrice dovrà includere il rischio calore nei parametri utilizzati per calcolare tempi di consegna e distanze massime di percorrenza. Quando il lavoro è gestito attraverso piattaforme digitali, l’adeguamento potrà riguardare anche gli algoritmi che organizzano turni, percorsi e prestazioni richieste.

L’ordinanza si applica a ogni lavoratrice e lavoratore, senza distinzioni legate al ruolo, all’inquadramento o al contratto utilizzato. La tutela, quindi, non dipende dalla forma del rapporto di lavoro, ma dalle condizioni concrete di esposizione al rischio.

Cantieri, orari anticipati e deroga al rumore

Un’altra novità riguarda i cantieri edili e le attività affini all’aperto. Nel periodo di validità dell’ordinanza, nei casi previsti, sarà possibile anticipare o posticipare di un’ora i lavori, anche quando comportano attività rumorose temporanee, in deroga ai regolamenti comunali. La misura serve a spostare parte delle lavorazioni fuori dalle fasce più calde della giornata.

Resta ferma la possibilità per sindache e sindaci di adottare proprie ordinanze, anche in relazione alle specificità dei territori. L’assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, ha precisato che la disciplina tiene conto anche delle richieste arrivate da organizzazioni sindacali e parti datoriali, con particolare riferimento ai cantieri esposti a forte irraggiamento solare.

La deroga sugli orari non sarà applicata allo stesso modo nei comuni turistici della costa, dove sono già presenti regolamenti specifici legati alla stagione estiva e alla tutela della vivibilità delle località balneari.

Sanzioni per chi non rispetta l’ordinanza

Per le attività svolte da concessionari di pubblico servizio o connesse a ragioni di pubblica utilità e pronto intervento, i datori di lavoro dovranno adottare misure organizzative adeguate, in modo da garantire la continuità dei servizi essenziali e, nello stesso tempo, proteggere il personale dal rischio caldo.

La mancata osservanza degli obblighi previsti dall’ordinanza potrà comportare le sanzioni stabilite dall’articolo 650 del Codice penale, salvo che il fatto costituisca un reato più grave. Il provvedimento sarà pubblicato sul sito della Regione Emilia-Romagna e trasmesso ai prefetti, ai sindaci dei comuni emiliano-romagnoli, alle Aziende sanitarie, alle organizzazioni sindacali, ai rappresentanti dei datori di lavoro e alle associazioni di categoria.

Secondo Paglia, l’obiettivo dell’ordinanza è offrire il massimo livello di protezione possibile a chi lavora all’aperto, in un contesto in cui gli effetti del caldo incidono direttamente sulla salute e sulla sicurezza. Il divieto nelle ore centrali della giornata potrà essere superato solo se saranno adottate tutte le misure necessarie a garantire piena tutela ai lavoratori.

Fabiana Fissore Avatar
Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.