Emilia-Romagna, accordo con i Nas sulle protesi mammarie
17/07/2026
Regione Emilia-Romagna e Comando dei Nas dei Carabinieri hanno firmato un protocollo d’intesa per rafforzare la tutela delle donne sottoposte a interventi al seno, sia ricostruttivi sia estetici. L’accordo, presentato come unico nel panorama nazionale, punta a garantire la piena tracciabilità delle protesi mammarie e a rendere più incisivi i controlli sulle strutture sanitarie che eseguono operazioni di impianto ed espianto.
Più coordinamento nei controlli sulle strutture sanitarie
Il documento definisce le modalità di collaborazione tra la Regione e il Comando dei Carabinieri per la Tutela della salute nell’ambito delle attività di vigilanza previste dalla normativa nazionale. Particolare attenzione sarà riservata al rispetto delle procedure, alla correttezza delle registrazioni e alla protezione dei pazienti minorenni.
L’intesa consentirà alle due istituzioni di condividere informazioni, coordinare gli interventi ispettivi e individuare con maggiore tempestività eventuali irregolarità. Regione e Nas agiranno nell’ambito delle rispettive competenze, utilizzando il personale e le risorse già disponibili.
Il rafforzamento della collaborazione mira a verificare che le strutture sanitarie autorizzate rispettino gli obblighi stabiliti dalla legge, dalla comunicazione dei dati relativi agli interventi fino alla corretta identificazione dei dispositivi impiantati o rimossi. L’obiettivo è assicurare alle pazienti cure sicure, trasparenti e conformi agli standard previsti.
Oltre 5.500 interventi inseriti nel registro regionale
Un ruolo centrale è affidato al Registro regionale delle protesi mammarie, operativo dal settembre 2023 e collegato al registro nazionale. Al suo interno vengono raccolti i dati degli interventi di impianto ed espianto effettuati per finalità ricostruttive o estetiche.
Secondo i dati diffusi dalla Regione, nel sistema sono già stati registrati più di 5.500 interventi. La corretta alimentazione dell’archivio permette di ricostruire il percorso di ogni protesi, identificare la struttura sanitaria coinvolta e risalire alle pazienti interessate qualora emergano problemi relativi a uno specifico dispositivo.
La tracciabilità può risultare determinante in presenza di richiami, difetti di produzione o indicazioni sanitarie che richiedano controlli clinici mirati. Il registro rappresenta inoltre uno strumento utile per monitorare l’attività delle strutture e verificare il rispetto degli adempimenti previsti.
Protocollo valido per cinque anni senza nuovi costi
L’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, ha definito la sicurezza delle pazienti e la qualità delle cure priorità del sistema sanitario emiliano-romagnolo. La collaborazione con i Nas, ha spiegato, renderà più efficace il sistema di vigilanza e contribuirà a garantire il rispetto delle norme e la tracciabilità dei dispositivi.
Il protocollo avrà una durata di cinque anni e non comporterà nuovi o maggiori costi per le amministrazioni coinvolte. Le attività saranno svolte attraverso le strutture operative esistenti, con verifiche coordinate e uno scambio costante di dati tra gli uffici regionali e il Comando dei Carabinieri per la Tutela della salute.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.