Bologna, al via il cohousing di viale Lenin con 11 alloggi
17/07/2026
Sono iniziati a Bologna i lavori di recupero del podere comunale abbandonato in viale Lenin 14/2 e 14/3, inutilizzato e inagibile da oltre vent’anni. L’intervento trasformerà i due edifici esistenti in un complesso di cohousing con 11 alloggi a canone calmierato, spazi collettivi, orti urbani e servizi aperti al quartiere. La consegna dell’opera è prevista entro marzo 2028.
Il Comune concede l’area per 60 anni
Il progetto è promosso dalla Cooperativa Edificatrice Giuseppe Dozza, attiva sul territorio dal 1920 e specializzata nel modello della proprietà indivisa. La proposta si è classificata al primo posto tra quelle ammesse al bando regionale “Social Housing 2023”, attraverso il quale la Regione Emilia-Romagna finanzia parte dell’intervento.
Il Comune di Bologna ha assegnato alla cooperativa il diritto di superficie sull’immobile per 60 anni, applicando condizioni economiche inferiori rispetto al valore di mercato dell’area. In cambio, l’intero complesso dovrà mantenere per tutta la durata della concessione una destinazione di edilizia residenziale sociale.
Gli appartamenti saranno assegnati in godimento permanente ai soci della Cooperativa Dozza, attraverso canoni concordati e accessibili. La formula della proprietà indivisa prevede che gli immobili restino intestati alla cooperativa, mentre gli abitanti acquisiscono il diritto di utilizzarli secondo le condizioni stabilite.
Undici abitazioni e spazi aperti al quartiere
Il piano prevede il recupero di due fabbricati storici, senza occupare nuovo suolo. Al loro interno saranno realizzati dieci appartamenti ordinari e un ulteriore alloggio destinato a una finalità sociale specifica.
Quest’ultima abitazione sarà affidata dalla Cooperativa Dozza a un soggetto del terzo settore e, grazie alla collaborazione con la Fondazione “Gli Amici di Luca”, potrà accogliere nuclei familiari nei quali sia presente una persona uscita dal coma. Un altro ambiente sarà riservato ad attività culturali, artistiche e comunitarie connesse alla vita del quartiere.
Il 20% della superficie complessiva sarà destinato a funzioni collettive e servizi fruibili anche dai residenti della zona. Il progetto comprende una sala comune, un cortile pedonale, aree verdi e dieci orti urbani, pensati per favorire la cura condivisa degli spazi e le relazioni tra gli abitanti.
Edifici in classe energetica A e recupero dell’acqua
La progettazione, curata dallo Studio Alemagna, coniuga la conservazione della memoria storica del podere con soluzioni costruttive ad alta efficienza. I nuovi alloggi raggiungeranno almeno la classe energetica A, mentre il verde esistente sarà tutelato e ampliato attraverso la messa a dimora di ulteriori alberi.
Saranno installati anche sistemi per la raccolta e il riutilizzo delle acque piovane, destinate all’irrigazione degli orti e delle aree verdi. Il cortile resterà interamente pedonale, così da creare uno spazio protetto per le attività comuni e gli incontri tra le famiglie.
Un modello abitativo contro l’isolamento sociale
Ogni nucleo disporrà di un appartamento autonomo, affiancato da ambienti progettati e gestiti collettivamente. Il modello del cohousing punta a rafforzare il vicinato, il mutuo aiuto e le relazioni tra persone di età diverse, lasciando ai residenti la piena indipendenza nella propria abitazione.
L’esecuzione dei lavori è stata affidata all’Impresa Edile Mingardi. Il cantiere prende avvio nel luglio 2026 e, secondo il cronoprogramma, dovrà terminare entro marzo 2028, quando gli alloggi e gli spazi comuni saranno consegnati alla nuova comunità residente.
Articolo Precedente
Emilia-Romagna, accordo con i Nas sulle protesi mammarie