Bologna, falsa raccolta firme in negozio: denunciate due donne
12/05/2026
Un poliziotto libero dal servizio ha sventato una truffa in un punto vendita di elettronica in via del Terrapieno, a Bologna, dove due donne di nazionalità rumena, di 26 e 24 anni, stavano raccogliendo denaro con una falsa iniziativa benefica. L’episodio è avvenuto nella tarda mattinata del 10 maggio e si è concluso con il deferimento delle due all’Autorità giudiziaria per truffa in concorso.
La messinscena davanti ai clienti
L’agente si trovava nel negozio per commissioni personali quando ha notato l’atteggiamento sospetto delle due donne. Secondo quanto ricostruito dalla Polizia, le indagate fingevano di essere non udenti, comunicando con gesti e suoni monosillabici per attirare l’attenzione dei clienti e indurli a fare offerte.
Per rendere più credibile il raggiro, mostravano una presunta raccolta firme finalizzata all’apertura di un centro internazionale per bambini poveri e disabili. Una scena costruita per suscitare compassione e ottenere denaro, senza alcun collegamento con iniziative realmente autorizzate.
Nel corso della mattinata, le due sono riuscite ad avvicinare due uomini, cognati tra loro, convincendoli a partecipare alla falsa donazione. Quando uno dei due ha offerto 5 euro, le donne avrebbero rifiutato la somma, indicando in modo polemico i 20 euro come importo minimo da versare. Alla fine, le vittime hanno consegnato una banconota da 50 euro.
L’intervento del poliziotto libero dal servizio
Il comportamento delle due donne non è sfuggito al poliziotto, che ha seguito la scena e ha deciso di approfondire. Dopo lo scambio di denaro, l’agente le ha sentite parlare chiaramente tra loro, circostanza ritenuta incompatibile con la simulazione messa in atto fino a pochi istanti prima davanti ai clienti.
A quel punto il poliziotto si è qualificato ed è intervenuto per bloccare le due. Secondo la ricostruzione, le donne avrebbero opposto una prima resistenza, tentando anche di nascondere i documenti e il materiale utilizzato per la falsa raccolta firme. L’agente ha quindi richiesto l’intervento di una pattuglia della Squadra Volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico.
Con il supporto degli operatori arrivati sul posto, le due donne sono state identificate e accompagnate negli uffici della Questura per gli accertamenti.
Precedenti per reati contro il patrimonio
Dalle verifiche è emerso che entrambe avevano numerosi precedenti e condanne per reati contro il patrimonio. A loro carico risultava inoltre un divieto di ritorno nel Comune di Rovigo, emesso nel marzo 2026.
La somma sottratta ai due clienti è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Al termine delle attività, le due donne sono state denunciate in stato di libertà all’Autorità giudiziaria con l’accusa di truffa in concorso.
L’episodio richiama l’attenzione su una modalità di raggiro spesso costruita attorno a finte raccolte benefiche, moduli per firme e richieste di offerte minime. In questo caso, l’intervento tempestivo del poliziotto fuori servizio ha consentito di interrompere la truffa e restituire il denaro alle vittime.
Articolo Precedente
“Sulla mia strada” a Reggio Emilia, la mostra dei giovani accolti nel Sai
Articolo Successivo
Bologna, Ebiterbo adegua i contributi per famiglie e lavoro
Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.