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Bologna, tram e dehors: commercianti chiedono dati e regole

27/08/2026

Bologna, tram e dehors: commercianti chiedono dati e regole

Le associazioni di categoria bolognesi chiedono numeri concreti sui benefici economici che il tram dovrebbe portare alle attività commerciali situate lungo le nuove linee e maggiori chiarimenti sugli incentivi legati alla cura degli spazi pubblici. Il confronto si è aperto dopo le indicazioni dell’assessora comunale al Commercio e all’Economia di vicinato Luisa Guidone, che ha prospettato anche possibili agevolazioni sull’occupazione di suolo pubblico per gli esercenti disponibili a partecipare a progetti di pulizia e manutenzione delle aree circostanti.

Cna chiede dati sui benefici economici legati al tram

Tra le prime questioni poste dalle categorie c’è quella degli effetti della nuova infrastruttura sulle imprese. Claudio Pazzaglia di Cna ritiene necessario accompagnare le previsioni positive con elementi quantitativi che permettano ai commercianti di comprendere quale impatto possa realmente avere il tram sulle attività affacciate lungo il percorso.

Perplessità emergono anche rispetto alla possibilità di concedere sconti sull’occupazione di suolo pubblico in cambio di interventi di cura dello spazio urbano. Secondo Cna, molti esercenti provvedono già alla pulizia delle zone immediatamente davanti ai propri locali; per questo l’associazione invita a distinguere meglio tra responsabilità dei commercianti e fenomeni di degrado provocati da altri soggetti.

Il confronto riguarda inoltre gli hub urbani. Dopo gli interventi previsti per il Mercato delle Erbe, il Comune guarda anche a zone come Corticella e Chiesa Nuova. Per Cna, la priorità dovrà essere quella di creare luoghi capaci di sostenere realmente il commercio e la vita di quartiere, evitando strutture prive di una funzione economica stabile.

Dehors e controlli, Confesercenti chiede maggiore equilibrio

Il tema dei dehors resta particolarmente delicato. Loreno Rossi, presidente di Confesercenti Bologna, ha richiamato il caso di “InCantina”, attività che ha deciso di cessare dopo una lunga serie di verifiche. L’associazione non contesta la necessità dei controlli, ma chiede che l’attività ispettiva non finisca per diventare uno strumento utilizzato all’interno dei conflitti tra residenti ed esercenti.

Secondo Confesercenti, la chiusura di un locale può produrre conseguenze anche sull’equilibrio economico e sociale della zona in cui opera. Rossi valuta positivamente l’ipotesi di premiare le attività che partecipano alla manutenzione degli spazi e propone di estendere il ragionamento anche agli interventi contro i graffiti, problema particolarmente sentito in diverse aree cittadine.

Ascom: sulle facciate servono soluzioni realistiche

Su questo punto interviene anche Enrico Postacchini, presidente di Confcommercio Ascom Bologna. L’associazione considera praticabile un coinvolgimento diretto dei commercianti quando si tratta delle serrande dei negozi, mentre la questione diventa più complessa per le facciate degli edifici, che nella maggior parte dei casi non appartengono agli esercenti.

Un commerciante, quindi, potrebbe essere disponibile a contribuire alla rimozione dei graffiti ma trovarsi privo dell’autorizzazione necessaria per intervenire su una superficie condominiale o appartenente a terzi. Per Postacchini il tema del decoro richiede perciò strumenti compatibili con le effettive responsabilità di proprietari e attività commerciali.

Il presidente di Ascom richiama anche la consuetudine della pulizia dell’area davanti alla vetrina, pratica già seguita da molte imprese, sostenendo che accanto alle regole serva un lavoro più ampio sul rispetto degli spazi comuni.

Confartigianato: commercio decisivo per mantenere vivi i quartieri

Una posizione prudente arriva infine da Amilcare Renzi, segretario metropolitano e regionale di Confartigianato. Per l’associazione il recupero del decoro urbano è necessario, ma deve procedere insieme alla tutela delle attività economiche che contribuiscono alla vitalità delle strade e dei quartieri.

Resta invece difficile, secondo le categorie, prevedere oggi quale sarà l’assetto commerciale di Bologna una volta terminati i cantieri del tram. Le associazioni chiedono quindi di accompagnare le ipotesi sugli effetti futuri con dati verificabili, monitoraggio delle attività e misure capaci di sostenere gli operatori durante la trasformazione della mobilità urbana.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.