Casina, 60ª Fiera del Parmigiano Reggiano: export al 53,2%
03/08/2026
Casina celebra fino a lunedì 3 agosto la 60ª edizione della Fiera del Parmigiano Reggiano, appuntamento che porta nell’Appennino reggiano allevatori, casari, produttori e visitatori per quattro giornate dedicate alla filiera lattiero-casearia di montagna. La manifestazione propone degustazioni, concorsi, incontri, dimostrazioni e iniziative culturali, mentre i dati economici confermano la crescita della Dop: nel 2025 sono state prodotte 4,19 milioni di forme e, per la prima volta, le esportazioni hanno superato le vendite sul mercato italiano.
La fiera compie sessant’anni
L’edizione 2026 è stata inaugurata dall’assessore regionale all’Agricoltura e all’Agroalimentare, Alessio Mammi, insieme al sindaco di Casina, Stefano Costi. Nata come fiera agricola legata alla vita delle comunità montane, la manifestazione è diventata uno degli eventi più rappresentativi dedicati al Parmigiano Reggiano e alle produzioni dell’Appennino.
Secondo Mammi, il formaggio Dop rappresenta un modello capace di unire agricoltura, occupazione, sostenibilità e tutela delle comunità locali. La crescita produttiva e commerciale è accompagnata da una forte domanda di investimenti: nel primo semestre del 2026 le richieste presentate dalle imprese agricole sui bandi dello Sviluppo rurale hanno superato di oltre tre volte la dotazione inizialmente disponibile.
Per ampliare il numero di progetti finanziabili, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di destinare quasi 49 milioni di euro aggiuntivi allo scorrimento delle graduatorie. Le risorse sosterranno interventi dedicati all’innovazione, alla competitività delle aziende, alla riduzione dell’impatto ambientale e all’ammodernamento delle strutture produttive.
Esportazioni oltre il mercato italiano
Nel 2025 la produzione di Parmigiano Reggiano ha raggiunto 4,19 milioni di forme, con un incremento del 2,7% rispetto al 2024. La filiera coinvolge 2.545 allevatori, oltre 200mila capi di bestiame e quasi 300 caseifici, concentrati soprattutto nelle province di Parma e Reggio Emilia.
Il risultato più rilevante riguarda i mercati internazionali. Le esportazioni hanno rappresentato il 50,5% dei volumi commercializzati, pari a 74.980 tonnellate, superando per la prima volta le vendite registrate in Italia. La tendenza è proseguita nel primo trimestre del 2026, quando la quota estera è salita al 53,2%, con una crescita complessiva dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Tra i mercati più dinamici figurano Canada, con un aumento dell’8,3%, Svezia, cresciuta dell’8,8%, Regno Unito, a +7,8%, e Stati Uniti, a +2,3%. Francia e Germania hanno mantenuto valori sostanzialmente stabili. L’Europa resta la principale destinazione commerciale, mentre gli Stati Uniti si confermano il primo mercato extraeuropeo.
Oltre un quinto delle forme nasce in Appennino
La produzione di montagna rappresenta una componente decisiva della filiera. Oltre il 22% del Parmigiano Reggiano viene realizzato negli 82 caseifici dell’Appennino, dove lavorano circa 800 allevatori. Nel 2025 il loro numero è aumentato del 4%, rafforzando una presenza produttiva che garantisce reddito, occupazione e manutenzione del territorio.
Dal 2016 la certificazione “Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna” identifica le forme ottenute interamente nelle aree appenniniche. Le aziende del settore contribuiscono alla cura del paesaggio, alla prevenzione del dissesto idrogeologico e al contrasto dello spopolamento dei piccoli comuni.
Il Programma regionale di sviluppo rurale 2023-2027 dispone di oltre un miliardo di euro. Dall’avvio della programmazione sono stati pubblicati 89 bandi per più di 858 milioni, con 503 milioni già impegnati e 220 milioni erogati. Nel primo semestre del 2026 le domande di investimento hanno raggiunto 512 milioni di euro, a fronte di una disponibilità iniziale vicina a 157 milioni.
Alle misure per gli investimenti si aggiungono indennità compensative fino a 300 euro per ettaro per le aziende zootecniche di montagna e fino a 200 euro per le altre imprese agricole. Il premio destinato ai giovani che avviano un’attività agricola nelle aree montane può invece raggiungere i 70mila euro.
Degustazioni, gara di taglio e Palio di Casina
Il programma della fiera comprende mercato ambulante e agroalimentare, musica, spettacoli, showcooking e attività per famiglie. Nello stand del Parmigiano Reggiano è possibile acquistare il Prodotto di Montagna proveniente dalle quattro province comprese nella zona di produzione.
Le degustazioni guidate affidate agli assaggiatori Apr e ai sommelier Onav propongono abbinamenti con vini locali, Lambrusco Rosé, erbazzone montanaro, miele e aceto balsamico tradizionale. Tra gli appuntamenti della manifestazione figurano anche la preparazione dei cappelletti estivi da parte delle zdōre di Bergogno e la tradizionale cottura pubblica di una forma.
Lunedì 3 agosto, dalle ore 20 in piazza IV Novembre, si svolgerà la nona Gara di taglio della forma, riservata ai maestri casari. A seguire è in programma la quattordicesima edizione del Palio “Città di Casina”, con la scelta del miglior Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna dell’annata tra le 42 latterie in concorso.
La fiera si inserisce nel sistema regionale delle 46 produzioni Dop e Igp, che nel 2025 hanno raggiunto un valore stimato di 3,994 miliardi di euro. La componente alimentare, pari a 3,436 miliardi, rappresenta circa il 37% del valore nazionale delle produzioni certificate. Tra il 2025 e il 2026 la Regione ha destinato 25 milioni di euro alla promozione sui mercati italiani ed esteri e alla tutela dell’autenticità dei prodotti emiliano-romagnoli.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.