CNA Editoria, Rosso apre sulla revisione delle polizze
19/05/2026
La revisione dell’obbligo di sottoscrivere polizze catastrofali per accedere a incentivi e bandi entra nel confronto politico sull’editoria indipendente. Il senatore Roberto Rosso, vicepresidente della Commissione Politiche UE del Senato, ha annunciato la disponibilità a intervenire sul requisito durante il meeting nazionale di CNA Editoria, ospitato nella Sala Argento del Salone del Libro di Torino e dedicato al tema “Né piccole, né medie, né grandi. Ripensare il modello strutturale dell’editoria”.
Il nodo delle polizze catastrofali
L’apertura del senatore Rosso riguarda una questione molto concreta per le micro case editrici: l’obbligo di stipulare una polizza contro le calamità naturali come requisito di garanzia per partecipare a bandi pubblici con incentivi. Una condizione pensata per imprese più strutturate, ma che rischia di trasformarsi in una barriera per realtà editoriali di piccola dimensione, spesso in regime fiscale forfettario e con risorse organizzative limitate.
A introdurre il tema è stato Roberto Angelini, del Dipartimento Relazioni Istituzionali e Affari Legislativi di CNA, che ha indicato questa previsione come una stortura da correggere. La posizione espressa da Rosso apre uno spazio di lavoro che potrebbe interessare anche altri comparti produttivi, oltre all’editoria, dove l’accesso agli incentivi pubblici è condizionato da adempimenti difficili da sostenere per le imprese minori.
I numeri di un settore sotto pressione
Il confronto promosso da CNA Editoria si è sviluppato a partire dal position paper sull’editoria indipendente, presentato durante l’incontro. Il documento descrive un mercato ampio ma fragile: nel 2024 in Italia sono stati pubblicati quasi 86mila titoli a stampa, ai quali si aggiungono oltre 37mila ebook, per un catalogo complessivo che supera 1,5 milioni di titoli disponibili.
La quantità dell’offerta, però, non corrisponde alla sostenibilità economica. Solo il 4% dei titoli supera le 2mila copie vendute, soglia indicata come generalmente necessaria per coprire i costi di produzione e distribuzione. Sul versante della domanda, il 42,8% degli italiani sopra i 15 anni dichiara di non aver letto nemmeno un libro nell’ultimo anno, mentre i lettori forti, cioè chi legge almeno dodici libri all’anno, rappresentano appena il 6% della popolazione.
Pluralismo, distribuzione e ruolo pubblico
La senatrice Anna Rossomando, vicepresidente del Senato, ha richiamato il valore del pluralismo editoriale come presidio concreto della democrazia. Nel suo intervento ha sottolineato che il mercato, lasciato a sé stesso, tende alla concentrazione, soprattutto quando tecnologia e distribuzione non sono accompagnate da regole capaci di garantire accesso e visibilità anche ai soggetti più piccoli.
Il rapporto CNA evidenzia infatti una distribuzione fortemente concentrata, controllata da pochi grandi operatori spesso integrati con gruppi editoriali e catene librarie. In questo scenario i piccoli editori faticano a trovare spazio sugli scaffali e vedono ridursi il ciclo di vita dei propri libri. Da qui la richiesta di un intervento pubblico stabile, capace di sostenere la bibliodiversità e accompagnare le imprese editoriali oltre le misure occasionali.
Tra i temi discussi è rientrata anche la Legge di promozione della lettura del 2020. Rossomando ha posto l’attenzione sul vincolo dell’App18 legato al merito, ritenuto un elemento capace di scoraggiare la lettura invece di ampliarne la platea, in una fase in cui l’attenzione dei lettori è contesa da contenuti digitali continui e frammentati.
Le proposte di CNA per la piccola editoria
Rosso ha indicato alcuni interventi possibili: riequilibrare la distribuzione, prevedere una riserva di visibilità per i piccoli editori, aprire maggiormente il sistema scolastico alla piccola editoria e rafforzare gli acquisti delle biblioteche come strumento di sostegno indiretto. Quest’ultima misura è indicata anche dal rapporto CNA tra le priorità più urgenti.
Costantino Di Nicolò, presidente di CNA Editoria, ha rivendicato il primo passo ottenuto sul tema delle polizze catastrofali e ha descritto la micro editoria come aggregazione territoriale, identità culturale e declinazione autentica del Made in Italy. Di Nicolò ha inoltre chiesto di estendere App18 e Carta Cultura agli e-commerce dei piccoli editori, per favorire un accesso più diretto dei lettori ai cataloghi indipendenti.
Ad aprire e moderare il meeting è stato Vitaliano Alessio Stefanoni, responsabile CNA Comunicazione Terziario Avanzato Piemonte, ricordando che il 98% delle imprese editoriali italiane rientra nella dimensione micro o piccola. Si tratta di realtà radicate nei territori, spesso a conduzione familiare, penalizzate da margini ridotti, costi di produzione in crescita, basse tirature, tempi di pagamento lunghi e peso dei resi.
I saluti istituzionali sono stati affidati ad Antonella Grasso, responsabile nazionale CNA Comunicazione Terziario Avanzato, che ha ribadito l’impegno della Confederazione nell’ascolto delle imprese e nella trasformazione delle loro richieste in azioni concrete, con attenzione particolare alle case editrici indipendenti e alle strutture più piccole della filiera.
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