Emilia-Romagna, 150 milioni per difesa del suolo
19/06/2026
Quasi 150 milioni di euro saranno destinati nel prossimo triennio alla difesa del suolo in Emilia-Romagna, con un programma che comprende 449 interventi tra cantieri, studi e indagini. L’aggiornamento del Programma regionale degli interventi di prevenzione e sicurezza del territorio per il periodo 2026-2028 è stato illustrato in Commissione Territorio, ambiente e mobilità dell’Assemblea legislativa dalla sottosegretaria alla Presidenza con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini.
Nuove risorse per cantieri, studi e indagini sui territori
Il piano prevede l’aggiunta di 149,3 milioni di euro alle risorse già stanziate nel 2025. La ripartizione finanziaria indica 49,5 milioni per il 2026, 52,5 milioni per il 2027 e 47,5 milioni per il 2028. Con questi fondi sarà possibile avviare 161 nuovi interventi, portando il totale delle azioni programmate a 449, comprendendo opere, attività di progettazione, studi tecnici e indagini necessarie alla prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico.
Le risorse saranno distribuite nei diversi territori regionali in base alla pianificazione dei lavori, ma anche tenendo conto dell’evoluzione dei dissesti in corso e delle criticità emerse nei mesi recenti. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità di risposta preventiva, intervenendo sulle situazioni più esposte a frane, allagamenti e fenomeni di instabilità del suolo.
Anticipo regionale per le opere strategiche post alluvione
Tra gli elementi centrali del programma figura l’anticipo di 10,8 milioni di euro di risorse regionali, tra il 2026 e il 2027, per finanziare la progettazione delle opere strategiche post alluvione previste dal Programma straordinario di interventi per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico.
La Regione ha deciso di stanziare 2,4 milioni nel 2026 e 6,4 milioni nel 2027, mentre dal 2028 il capitolo dedicato potrà contare su 2 milioni di euro l’anno. La scelta consente di avviare prima la fase progettuale, senza attendere la piena disponibilità dei fondi statali prevista dal 2027.
Rontini ha definito l’aumento delle risorse un investimento concreto nella prevenzione e nella sicurezza delle comunità emiliano-romagnole. La sottosegretaria ha richiamato anche l’impegno assunto dal presidente de Pascale sull’anticipo regionale delle somme necessarie alle progettazioni, con l’obiettivo di recuperare un anno sui tempi di disponibilità dei finanziamenti nazionali.
Frane, bacini idrografici e prime proposte entro ottobre
Nel programma trova spazio anche l’aumento strutturale delle risorse per le progettazioni dedicate alle opere contro il rischio di frane: il finanziamento passa da 240mila euro a 1 milione di euro l’anno. Si tratta di un incremento mirato a rafforzare la capacità tecnica degli interventi nelle aree più fragili del territorio regionale.
Il quadro si inserisce nel Programma straordinario definito dal Decreto legge 65/2025, che assegna 919 milioni di euro in dodici anni per la riduzione del rischio idraulico e idrogeologico. La Regione Emilia-Romagna dovrà trasmettere entro il 30 ottobre una prima proposta di opere strategiche riferita al primo sessennio.
Per costruire la selezione degli interventi, dalla scorsa estate sono stati organizzati incontri nei territori, suddivisi per bacino idrografico, con sindache, sindaci e comunità colpite. Il confronto servirà a definire le priorità operative e a collegare la programmazione regionale alle esigenze emerse nelle aree segnate dagli eventi alluvionali e dai dissesti.
Articolo Precedente
Emilia-Romagna, 12 campi scuola di Protezione civile
Articolo Successivo
Agentic AI nel turismo, viaggi organizzati dagli assistenti digitali