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Morti sul lavoro, Cisl Emilia-Romagna: badge subito nei cantieri

01/06/2026

Morti sul lavoro, Cisl Emilia-Romagna: badge subito nei cantieri

Rafforzare i controlli, rendere obbligatoria e certificata la formazione e applicare subito il badge di cantiere nell’edilizia e negli altri settori a rischio. Sono le tre misure indicate da Filippo Pieri, segretario generale regionale della Cisl, per affrontare l’emergenza degli infortuni e dei decessi sul lavoro. L’intervento è arrivato durante la rubrica settimanale “La finestra sui fatti”, rispondendo a una domanda di Matteo Cimatti sulle azioni da attuare con urgenza davanti a un fenomeno che continua a segnare il Paese e l’Emilia-Romagna.

Più ispettori e controlli nei settori più esposti

Per Pieri, il primo punto riguarda la vigilanza. Rafforzarla significa aumentare il numero degli ispettori e concentrare i controlli dove il rischio è più alto: settori critici, aziende più esposte, imprese con precedenti o contesti produttivi nei quali la prevenzione mostra fragilità evidenti.

Il segretario regionale della Cisl ha collegato questo intervento al tema della formazione, definita un tassello indispensabile per la sicurezza. Non basta, secondo il sindacato, prevedere percorsi generici: la formazione deve essere obbligatoria, verificabile e certificata, in modo da garantire che lavoratrici e lavoratori siano realmente preparati a operare in ambienti complessi, esposti a rischi tecnici, organizzativi e materiali.

Accanto ai controlli e alla formazione, Pieri ha chiesto l’attivazione immediata del badge di cantiere. Lo strumento consentirebbe di avere informazioni certe sui lavoratori presenti in un’area di lavoro: nome, cognome, azienda di appartenenza, eventuale collocazione in appalti o subappalti, percorso formativo e altri elementi utili alla tracciabilità. Una misura già prevista dal decreto sicurezza del 2025, ha ricordato il sindacalista, ma ancora in attesa del provvedimento attuativo.

Inail, 600mila denunce di infortunio in Italia nel 2025

Il quadro richiamato dalla Cisl si basa sui dati Inail del 2025. In Italia le denunce di infortunio sono state circa 600mila, con una media di tre morti al giorno. Anche in Emilia-Romagna i numeri restano pesanti: quasi 77mila denunce, circa 200 al giorno, e 92 decessi, pari a una vittima ogni quattro giorni.

Secondo Pieri, si tratta di dati ormai stabilizzati su livelli inaccettabili, con oscillazioni contenute e senza un vero calo strutturale. Da qui la richiesta di passare dalle dichiarazioni alle misure operative, utilizzando gli strumenti disponibili e rendendo efficaci quelli già previsti dalla normativa.

“Non servono norme nuove”, ha sostenuto il segretario regionale dai microfoni di Radio Flyweb. La priorità, per la Cisl, è far funzionare le regole esistenti, rafforzandole dove risultano deboli e semplificandole quando diventano troppo complesse o appesantite da passaggi burocratici.

Il lavoro al centro della Festa della Repubblica

La riflessione di Pieri è partita anche dall’imminente Festa della Repubblica del 2 giugno e dalla campagna di comunicazione “I volti della Repubblica”, lanciata dal Quirinale in occasione degli 80 anni dal referendum del 1946. Alla campagna ha aderito anche il segretario regionale della Cisl Emilia-Romagna.

Il riferimento alla Repubblica ha riportato il confronto al valore costituzionale del lavoro. Per Pieri, la sicurezza non può restare affidata alla reazione emotiva dopo ogni tragedia. Serve un’azione stabile, fatta di controlli, responsabilità, prevenzione e strumenti concreti. Chi esce di casa al mattino per lavorare, ha sottolineato, deve poter rientrare dai propri cari con la certezza che la tutela della vita venga prima di ogni altra logica organizzativa o produttiva.

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Andrea Bianchi

Autore di articoli di attualità, casa e tech porto in Italia le ultime novità.