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Psa, Emilia-Romagna chiede nuovi fondi per le imprese suinicole

26/06/2026

Psa, Emilia-Romagna chiede nuovi fondi per le imprese suinicole

L’Emilia-Romagna chiede al Governo di ripristinare con urgenza i finanziamenti nazionali destinati a coprire i danni indiretti subiti dalle imprese della filiera suinicola a causa delle restrizioni legate alla Peste suina africana. La richiesta arriva dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi, che ha scritto al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida, alla Commissione Politiche Agricole nazionale e al Commissario straordinario per la Psa.

Stop ai contributi statali da agosto 2025

Il nodo riguarda l’interruzione delle risorse nazionali per i danni indiretti provocati dalle misure sanitarie di contenimento ed eradicazione della Psa. Secondo quanto evidenziato dalla Regione, dal mese di agosto 2025 non risultano più stanziati fondi per compensare le perdite subite dal 1° novembre 2024 in avanti.

Per la filiera suinicola si tratta di un passaggio delicato, dopo oltre venti mesi segnati da restrizioni, difficoltà commerciali e margini economici ridotti. Nella lettera inviata al Governo, Mammi ricorda che il sostegno statale ha finora previsto due stanziamenti da 25 milioni di euro ciascuno, per un totale di 50 milioni di euro: il primo destinato ai danni registrati fino al 30 novembre 2023, il secondo a quelli maturati fino al 31 ottobre 2024.

Da quella data, però, non sarebbero state previste ulteriori coperture, mentre nel corso del 2025 la diffusione del virus tra cinghiali selvatici e suini domestici ha ampliato la mappa dei contagi, estendendo le zone di restrizione e coinvolgendo un numero maggiore di allevamenti e stabilimenti di trasformazione.

Mammi: emergenza nazionale, servono risposte continuative

“Abbiamo scritto al Governo perché la Psa è un’emergenza del Paese che richiede risposte nazionali e continuative”, afferma l’assessore Mammi. La Regione sottolinea come, nonostante il lavoro svolto negli ultimi quattro anni dal Commissario straordinario e dalle Regioni, la circolazione del virus non sembri destinata a ridursi nel breve periodo.

Il problema, secondo l’assessore, riguarda aziende che da quasi due anni lavorano con margini ridotti o sotto i costi di produzione. Una condizione che non pesa soltanto sugli allevamenti, ma sull’intera filiera zootecnica nazionale, con ricadute economiche e occupazionali per territori, imprese e lavoratori.

La Regione richiama quindi la necessità di misure straordinarie, capaci di accompagnare le restrizioni sanitarie con strumenti economici adeguati. L’obiettivo è evitare che il peso della prevenzione e del contenimento ricada in modo sproporzionato sulle aziende già esposte a costi, limiti produttivi e difficoltà di mercato.

In Emilia-Romagna già sostenute circa 180 aziende

Sul fronte della prevenzione, l’Emilia-Romagna rivendica il lavoro portato avanti attraverso i bandi regionali dedicati alla biosicurezza degli allevamenti. Sono circa 180 le aziende già sostenute, con interventi finanziati per realizzare barriere e opere strutturali pensate per ridurre il rischio di ingresso del virus negli allevamenti.

Mammi ribadisce che il piano regionale di investimenti sulla biosicurezza prosegue, ma chiede che lo sforzo degli allevatori venga affiancato da un impegno diretto dello Stato. La richiesta al Governo è l’adozione immediata di nuove misure e lo stanziamento di risorse per coprire i danni indiretti successivi a novembre 2024.

Per la Regione, sostenere economicamente le imprese colpite dalle restrizioni significa difendere una parte rilevante del patrimonio agroalimentare nazionale, in una fase in cui la Peste suina africana continua a condizionare produzione, trasformazione e prospettive della filiera.

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Fabiana Fissore

Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.