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Salute mentale, Emilia-Romagna investe 40 milioni nel 2026

10/08/2026

Salute mentale, Emilia-Romagna investe 40 milioni nel 2026

Quaranta milioni di euro nel 2026 per rafforzare la rete della salute mentale dell’Emilia-Romagna, sostenere i servizi territoriali e finanziare percorsi personalizzati di cura, riabilitazione e inclusione sociale. La Giunta regionale ha approvato la ripartizione delle risorse previste dal Piano attuativo Salute mentale e superamento degli ex Ospedali psichiatrici, confermando per l’anno in corso lo stesso livello di investimento destinato a uno dei settori prioritari della sanità regionale.

Oltre 33 milioni per autonomia e progetti personalizzati

La parte principale delle risorse, pari a 33,7 milioni di euro, confluirà nel Fondo per l’autonomia possibile dedicato alla salute mentale. Il finanziamento sostiene gli interventi socio-sanitari rivolti alle persone seguite dai Centri di salute mentale e privilegia la costruzione di progetti riabilitativi individuali attraverso il cosiddetto Budget di salute.

Lo strumento permette di organizzare percorsi calibrati sulle esigenze della singola persona, intervenendo su aspetti che comprendono l’abitazione, l’inserimento lavorativo, le relazioni sociali e la partecipazione alla vita della comunità. L’obiettivo è favorire l’autonomia e assicurare continuità tra assistenza sanitaria, servizi sociali e opportunità disponibili sul territorio.

Il Fondo comprende inoltre interventi destinati alle persone con disturbo dello spettro autistico e a cittadini provenienti dagli ex Ospedali psichiatrici, dagli ex Ospedali psichiatrici giudiziari e dalle Rems, con percorsi orientati verso soluzioni alternative alla permanenza prolungata nelle strutture.

Una quota specifica riguarda proprio i servizi collegati agli autori di reato: 300mila euro saranno destinati alla Rems di Reggio Emilia, mentre 150mila euro ciascuno andranno alle strutture di Parma e Bologna.

Autismo, disturbi alimentari ed esordi psicotici tra le priorità

Accanto al Fondo per l’autonomia possibile, la programmazione regionale finanzia diversi interventi specialistici rivolti a pazienti di differenti fasce d’età. Per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione sono previsti 820mila euro, destinati anche a sostenere nel 2026 l’assistenza residenziale nelle strutture accreditate In Volo di Parma e Residenza Gruber di Bologna.

Al programma regionale sugli esordi psicotici vengono assegnati 400mila euro. Le risorse serviranno a rafforzare nei Centri di salute mentale l’applicazione delle indicazioni regionali dedicate alla diagnosi precoce, alla presa in carico e alla promozione del benessere delle persone che manifestano i primi episodi psicotici.

Altri 565mila euro finanzieranno il potenziamento della diagnosi e dell’assistenza per i disturbi specifici dell’apprendimento. Il Programma regionale autismo riceverà invece complessivamente 4,2 milioni di euro, con interventi destinati a bambini, adolescenti e adulti. Ulteriori 280mila euro saranno utilizzati per attività rivolte alle persone con disabilità intellettiva.

De Pascale e Fabi: rafforzare i servizi sul territorio

Il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale e l’assessore regionale alle Politiche per la salute Massimo Fabi hanno collegato l’investimento alla necessità di garantire continuità assistenziale, autonomia e inclusione alle persone che affrontano condizioni di fragilità psicologica o psichiatrica.

Secondo i due amministratori regionali, la salute mentale rappresenta una componente del diritto alla salute e richiede servizi territoriali capaci di accompagnare le persone attraverso percorsi costruiti sulle esigenze individuali. Regione e assessorato chiedono inoltre un maggiore coinvolgimento del Governo nazionale, sostenendo che i territori necessitino di ulteriori strumenti e risorse per affrontare l’aumento della domanda di assistenza.

La distribuzione dei 40 milioni punta quindi a mantenere una rete articolata tra servizi sanitari, strutture specialistiche e interventi sociali, con particolare attenzione ai percorsi che consentono alle persone assistite di conservare o recuperare autonomia nella vita quotidiana, nell’abitare, nel lavoro e nelle relazioni con la comunità.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to