Cesena, truffa del falso carabiniere a 17enne: due arresti
25/05/2026
Una 17enne sola in casa è stata raggirata con la tecnica del falso carabiniere e convinta a consegnare denaro e gioielli per un valore complessivo di circa 5.000 euro. I presunti responsabili, un uomo di 48 anni e una donna di 29 anni, entrambi originari del Napoletano, sono stati arrestati grazie all’intervento coordinato dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato.
La telefonata del falso maresciallo alla ragazza sola in casa
L’episodio è avvenuto nel tardo pomeriggio del 14 maggio, quando i militari del Nucleo Operativo Radiomobile dei Carabinieri di Cesena sono intervenuti dopo la segnalazione di una truffa ai danni di una minore. La ragazza si trovava da sola nell’abitazione quando ha ricevuto una telefonata sul telefono fisso da parte di un uomo che si è presentato come un maresciallo dei carabinieri.
Il sedicente militare le ha raccontato che il padre si trovava in caserma perché alcune persone avrebbero utilizzato i suoi dati anagrafici per commettere un furto. Una ricostruzione falsa, costruita per creare allarme e indurre la giovane a seguire le istruzioni ricevute al telefono.
Nel corso della conversazione, il truffatore è riuscito a farsi comunicare i dati anagrafici e il numero di cellulare del genitore. Tenendo impegnata l’utenza telefonica, ha poi detto alla 17enne di preparare contanti e monili, sostenendo che la richiesta arrivasse proprio dal padre e che un altro “collega” sarebbe passato di lì a poco per controllare gli oggetti.
Il complice alla porta e la fuga in auto
Dopo circa venti minuti, un complice del falso maresciallo si è presentato alla porta dell’abitazione. La ragazza, convinta dalla telefonata appena ricevuta, gli ha consegnato i beni raccolti in casa. L’uomo si è quindi allontanato rapidamente, salendo su un’auto e facendo perdere le proprie tracce.
La fretta con cui ha lasciato la zona, però, non è passata inosservata. Alcuni vicini di casa hanno notato il comportamento sospetto e hanno subito avvertito i genitori della minore e i veri Carabinieri. Da quel momento è scattata la ricostruzione dei movimenti dei truffatori, con la raccolta delle informazioni sull’auto utilizzata e sulla possibile direzione di fuga.
I militari del Nucleo Operativo Radiomobile hanno trasmesso in tempo reale gli elementi raccolti al Centro Operativo della Polizia Stradale di Casalecchio di Reno. Le pattuglie sono state quindi disposte lungo l’autostrada A14, da Cesena Nord verso Bologna, con un dispositivo a reticolo per intercettare la vettura segnalata.
Fermati al casello di San Lazzaro con gioielli e contanti
Poco dopo, una pattuglia della Sottosezione di Bologna Sud ha individuato l’auto sospetta ed è riuscita a fermarla al casello di San Lazzaro di Savena. A bordo del veicolo e nelle tasche dell’uomo sono stati trovati sia i monili sia il denaro contante che erano stati sottratti poco prima dall’abitazione della vittima.
I due occupanti dell’auto, un 48enne e una 29enne originari del Napoletano, sono stati accompagnati negli uffici della Sottosezione della Polizia Stradale. Al termine degli atti di rito, su disposizione del Pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Bologna, sono stati arrestati e condotti in carcere a Bologna.
La refurtiva recuperata è stata restituita poco dopo ai legittimi proprietari. L’intervento congiunto tra Carabinieri e Polizia di Stato ha permesso di interrompere la fuga dei presunti autori della truffa e di recuperare integralmente i beni consegnati dalla minore sotto pressione psicologica.
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