Emilia-Romagna, CNA lancia l’allarme sul fermo dell’autotrasporto
21/04/2026
CNA Emilia-Romagna chiede un intervento immediato delle istituzioni per evitare il fermo del trasporto merci annunciato da Unatras dal 25 al 29 maggio, una mobilitazione che coinvolge anche CNA Fita e che, secondo l’associazione, rischia di colpire un settore già messo sotto pressione da costi fuori controllo e margini ridotti al minimo. La preoccupazione riguarda soprattutto le imprese artigiane e di piccola dimensione, che rappresentano una parte rilevante dell’autotrasporto regionale e che oggi, in diversi casi, lavorano in condizioni economiche sempre più fragili.
CNA: “Servono atti di responsabilità per evitare il blocco”
A esprimere la posizione dell’associazione è il presidente di CNA Emilia-Romagna, Paolo Cavini, che richiama il ruolo strategico dell’autotrasporto, già emerso con forza anche durante la crisi pandemica. Per questo, osserva, la proclamazione del fermo da parte del Comitato esecutivo di Unatras rappresenta un segnale pesante, che richiede una risposta tempestiva da parte delle istituzioni.
Cavini insiste sul fatto che il comparto non sta chiedendo misure assistenziali, ma un riconoscimento concreto delle difficoltà reali in cui si trovano le aziende. Secondo CNA, molte imprese emiliano-romagnole del settore operano con margini estremamente contenuti e, in alcuni casi, addirittura in perdita. Una condizione che rende sempre più difficile garantire continuità a un servizio considerato essenziale per la tenuta dell’economia regionale e nazionale.
Gasolio, lavoro e costi fissi: il peso che schiaccia le imprese
Tra i nodi più urgenti indicati da CNA c’è il costo del gasolio, ritenuto ormai incompatibile con la sostenibilità economica delle aziende. Sul punto interviene il presidente di CNA Fita Emilia-Romagna, Remo Camurani, che sollecita una misura capace di riportare il prezzo del carburante su livelli più bassi, sia alla pompa sia nell’extrarete. La proposta avanzata è quella di un prezzo monitorato dallo Stato, con una riduzione compresa tra 50 e 60 centesimi al litro, pari a circa il 25-30% in meno rispetto ai valori attuali.
Per Camurani, il caro carburante ha aggravato una situazione già compromessa da criticità strutturali. A incidere sui conti delle aziende non c’è infatti soltanto il prezzo del diesel, ma anche l’aumento del costo del lavoro, delle autostrade, dei pneumatici, delle assicurazioni e del bollo regionale. Voci che, considerate singolarmente, possono sembrare secondarie, ma che sommate finiscono per comprimere in modo pesante il margine operativo delle imprese.
Il rischio fermo merci e il coordinamento con le altre regioni
Mentre la mobilitazione resta fissata tra il 25 e il 29 maggio nel rispetto del codice di autoregolamentazione del settore, CNA ribadisce di essere al lavoro per evitare che si arrivi allo stop dei camion. Cavini sottolinea che tutti i livelli dell’organizzazione, dai presidenti territoriali fino a quelli regionali e nazionali di CNA Fita, sono impegnati nella ricerca di soluzioni e risorse che possano scongiurare il blocco.
In Emilia-Romagna il confronto si sviluppa anche sul piano politico e organizzativo. Camurani mantiene contatti costanti con le altre CNA Fita regionali per coordinare le iniziative e presentarsi con una posizione condivisa negli incontri con le istituzioni. Sullo sfondo resta la richiesta di aprire subito un tavolo efficace, capace di affrontare le emergenze del comparto prima che il fermo del trasporto merci produca ripercussioni dirette sulla filiera produttiva.
Nel mirino anche committenti e intermediazione del trasporto
Accanto ai rincari dei costi industriali, CNA punta l’attenzione anche su una distorsione più ampia lungo la filiera. Secondo Camurani, sul singolo viaggio graverebbe una speculazione che non riguarda soltanto compagnie petrolifere e fornitori, ma anche committenti e intermediari del trasporto, accusati di comprimere ulteriormente la redditività di chi effettua materialmente il servizio.
Per l’associazione, il settore dell’autotrasporto resta un presidio decisivo per la competitività del sistema produttivo e proprio per questo non può essere lasciato senza risposte. La richiesta rivolta alle istituzioni è quella di un’assunzione di responsabilità immediata, capace di tradursi in misure concrete prima che la protesta annunciata da Unatras si trasformi in un fermo generalizzato delle merci.
Articolo Precedente
Forlì, al Morgagni nasce il primo corridoio immersivo dell’arte sanitaria
Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to