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Lavoro, Pieri rilancia l’accordo su contratti e rappresentanza

22/06/2026

Lavoro, Pieri rilancia l’accordo su contratti e rappresentanza

Un possibile accordo interconfederale tra CGIL, CISL, UIL e associazioni imprenditoriali potrebbe segnare una svolta nei rapporti tra parti sociali sui temi del lavoro, dei contratti e della rappresentanza. A sostenerlo è Filippo Pieri, segretario generale della CISL Emilia-Romagna, intervenuto sabato mattina nella rubrica radiofonica “La finestra sui fatti”, condotta da Matteo Cimatti su Radio Flyweb.

La piattaforma unitaria e il ruolo delle parti sociali

Al centro dell’intervento c’è la piattaforma comune varata da CGIL, CISL e UIL nella notte tra mercoledì e giovedì, poi trasmessa alle principali associazioni imprenditoriali. Secondo Pieri, quel testo rappresenta il tentativo delle organizzazioni sindacali di tornare a governare direttamente una materia di propria competenza, dopo una fase in cui molte questioni del lavoro sono state affrontate soprattutto attraverso interventi legislativi.

Il confronto entrerà nel vivo la prossima settimana, ma dai primi segnali arrivati dal tavolo datoriale emergerebbero aperture considerate incoraggianti. L’obiettivo, ha spiegato Pieri, sarebbe costruire una cornice condivisa capace di regolare temi generali e complessi, lasciando poi ai successivi accordi il compito di intervenire sulle diverse specificità settoriali.

Verso un’intesa quadro con tutte le associazioni datoriali

La novità principale, secondo il segretario della CISL regionale, riguarda il perimetro dell’eventuale accordo. Non si tratterebbe infatti di un patto sottoscritto con una sola associazione imprenditoriale, come avvenuto nel 2018 con il “Patto per la fabbrica” firmato con Confindustria, ma di una possibile intesa tra le tre confederazioni sindacali e l’intero fronte delle rappresentanze imprenditoriali.

Per Pieri, questa impostazione confermerebbe la centralità della via pattizia, cioè della ricerca di accordi diretti tra le parti, come strumento più adeguato per affrontare nodi che riguardano salario, contrattazione, sicurezza, formazione e partecipazione. Una strada che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe ridurre il ricorso a soluzioni calate per legge su materie considerate proprie della contrattazione collettiva.

Salari, contrattazione decentrata e rappresentanza

Tra i punti più rilevanti della piattaforma figurano la rappresentanza, la formazione, la sicurezza nei luoghi di lavoro, la partecipazione dei lavoratori, il rafforzamento della contrattazione decentrata e la definizione degli aspetti economici dei contratti. Pieri si è soffermato in particolare sul trattamento economico complessivo, tema che nei mesi scorsi aveva alimentato il confronto politico sul salario minimo.

Secondo la CISL, la definizione delle regole economiche deve restare affidata alla contrattazione tra sindacati e imprese, demandando ai contratti nazionali la quantificazione dei trattamenti. Pieri ha ribadito la contrarietà del sindacato a una regolazione per legge di questi aspetti, sostenendo che il trattamento economico complessivo risulta già superiore al salario minimo quando correttamente definito nei contratti collettivi.

Un altro passaggio centrale riguarda la contrattazione di secondo livello, che per Pieri non deve limitarsi alle singole aziende, ma deve svilupparsi anche su scala territoriale, di gruppo, di filiera e di distretto. In Emilia-Romagna, ha ricordato il sindacalista, la contrattazione decentrata copre oggi circa il 40% dei lavoratori: un dato significativo, ma ancora insufficiente per garantire una redistribuzione più ampia delle risorse legate alla produttività.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to