Otello Dalla Casa, il Consiglio comunale di Bologna rende omaggio all’ultimo partigiano bolognese
14/04/2026
Il Consiglio comunale di Bologna ha aperto la seduta con un momento di forte intensità civile e istituzionale, dedicato al ricordo di Otello Dalla Casa, figura centrale della memoria antifascista cittadina e ultimo partigiano bolognese. Dopo l’intervento del sindaco Matteo Lepore in memoria di Federico Enriques, l’aula ha rivolto il proprio pensiero a Dalla Casa attraverso le parole della presidente del Consiglio comunale Maria Caterina Manca e della capogruppo del Partito democratico Giorgia De Giacomi.
Al termine degli interventi, il minuto di silenzio osservato dall’assemblea ha dato forma, con sobrietà, a un omaggio che ha un valore ben più ampio del rito istituzionale.
La vicenda umana di Otello Dalla Casa attraversa uno dei passaggi più laceranti del Novecento italiano. Nato a Medicina nel 1924, arruolato nel 63° Reggimento Fanteria, dopo l’8 settembre 1943 scelse di non aderire alla Repubblica di Salò. Fu un rifiuto netto, pagato con la deportazione e con la prigionia in Germania fino al luglio del 1945. In quella scelta, maturata nel pieno della violenza del regime e della guerra, si concentra il senso più profondo della sua testimonianza: una resistenza senza proclami, affidata alla fermezza morale di chi rifiuta di piegarsi.
Il valore civile di una testimonianza custodita nel tempo
Nel suo intervento, la presidente Maria Caterina Manca ha richiamato con precisione il significato pubblico della figura di Dalla Casa, sottolineando come il suo gesto continui a parlare anche dopo la sua scomparsa. Non soltanto per il coraggio dimostrato in un frangente estremo, ma per la capacità di trasformare quella esperienza in un patrimonio condiviso, rivolto soprattutto alle giovani generazioni.
Il conferimento, nel 2022, della Medaglia d’Oro al Valor della Repubblica ha rappresentato il riconoscimento istituzionale di una biografia esemplare; ciò che resta ancora più inciso, però, è il lavoro quotidiano con cui ha scelto di raccontare, spiegare, trasmettere.
Per anni Otello Dalla Casa ha incontrato studentesse e studenti, ha parlato nelle scuole, ha offerto la propria memoria come strumento di comprensione del presente. Non un esercizio celebrativo, ma una pratica civile. In tempi in cui la distanza storica rischia di trasformare la guerra, la dittatura e la deportazione in nozioni astratte, la sua voce ha rappresentato un argine prezioso contro l’indifferenza, la semplificazione, la rimozione.
Il ricordo dell’aula e il dovere della memoria
Giorgia De Giacomi, intervenendo a nome del proprio gruppo, ha insistito proprio su questo punto: la progressiva scomparsa dei testimoni diretti rende ancora più urgente il compito di custodire e tramandare ciò che hanno visto e vissuto. Il rischio, evocato con chiarezza, è che la storia venga deformata, ridotta, perfino negata.
La memoria della deportazione, dell’Olocausto, della lotta contro il fascismo non appartiene soltanto al passato; riguarda la qualità democratica del presente e la capacità di una comunità di riconoscere i segni della sopraffazione, dell’odio, della manipolazione.
Nel ricordo di Otello Dalla Casa, il Consiglio comunale ha riconosciuto dunque una responsabilità collettiva. Non limitarsi a commemorare, ma assumere il testimone etico lasciato da chi ha vissuto sulla propria pelle la violenza della dittatura e ne ha fatto, per il resto della vita, materia di insegnamento e di impegno civile.
Il richiamo, nello stesso avvio di seduta, anche alla figura di Federico Enriques ha aggiunto un ulteriore significato a questo passaggio: la conoscenza, la memoria, la cultura come beni pubblici da difendere e trasmettere.
L’abbraccio rivolto alle famiglie, agli amici e alle associazioni presenti in aula ha chiuso un momento di grande compostezza, ma anche di forte consapevolezza. Bologna ha salutato uno dei suoi testimoni più limpidi. E nel farlo ha ribadito, con parole e silenzio, che la memoria democratica non è una formalità da calendario, ma una responsabilità da esercitare ogni giorno.
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