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Ecoreati in Emilia-Romagna, nuovo protocollo tra Procure e Arpae

28/05/2026

Ecoreati in Emilia-Romagna, nuovo protocollo tra Procure e Arpae

Procure della Repubblica dell’Emilia-Romagna, Arpae, Direzione marittima di Ravenna e Comando Regione Carabinieri forestali hanno sottoscritto a Bologna il nuovo protocollo d’intesa sui reati ambientali. La firma è avvenuta martedì 26 maggio 2026 negli uffici della Procura generale presso la Corte di appello, con l’obiettivo di garantire un’applicazione omogenea in tutta la regione delle procedure previste dalla normativa sugli ecoreati, introdotta dalla legge 68 del 2015.

Accordo aggiornato dopo dieci anni

Il nuovo testo rinnova e integra il primo accordo siglato dieci anni fa. A rendere necessario l’aggiornamento sono state alcune modifiche normative e diversi documenti di indirizzo, tra cui le linee guida del Sistema nazionale di protezione dell’ambiente. Il protocollo punta a uniformare l’attività degli uffici giudiziari e degli organismi tecnici, rendendo più rapidi gli adempimenti nei procedimenti ambientali.

Il campo di applicazione riguarda le violazioni per le quali la legge consente l’estinzione del reato attraverso l’adempimento di specifiche prescrizioni e il successivo pagamento di una sanzione pecuniaria. Restano esclusi i reati più gravi, in particolare quelli che abbiano già provocato un danno all’ambiente o un pericolo concreto di danno.

Le prescrizioni saranno asseverate in ogni caso da Arpae, che mantiene un ruolo tecnico centrale nella valutazione degli interventi necessari. L’obiettivo operativo è intervenire con tempestività, eliminare gli effetti delle violazioni e favorire il ripristino dei luoghi interessati nel minor tempo possibile.

Formazione per la polizia giudiziaria

Dopo la sottoscrizione del protocollo, saranno organizzati incontri di formazione destinati al personale dei servizi di polizia giudiziaria impegnato nei diversi Corpi che operano nel settore ambientale. L’attività formativa servirà a rendere più uniforme l’applicazione delle procedure e a rafforzare il coordinamento tra chi svolge controlli, chi fornisce valutazioni tecniche e chi conduce le indagini.

Il documento si inserisce in una fase di riorganizzazione nazionale del contrasto alla criminalità ambientale. Dal 2 giugno entrerà infatti in vigore il decreto legislativo 81 del 2026, che prevede l’istituzione del Sistema di coordinamento nazionale per il contrasto alla criminalità ambientale, sotto il coordinamento del Procuratore generale presso la Corte di cassazione. Dopo l’attuazione del nuovo quadro nazionale, anche il protocollo regionale potrà essere ulteriormente rivisto.

Cascone e Ferrecchi: collaborazione per tutelare l’ambiente

Per l’avvocato generale presso la Corte d’appello di Bologna, Ciro Cascone, referente per la rete ambientale dell’intero distretto, l’accordo rafforza la collaborazione tra Arpae, operatori di polizia giudiziaria e Procure della Repubblica. Cascone ha richiamato il valore dell’ambiente come bene primario, inserito nella Costituzione dalla legge costituzionale 1 del 2022, con una tutela rivolta anche alle future generazioni.

Secondo Cascone, la finalità del protocollo è rendere l’intervento più precoce ed efficace, con un’impostazione orientata alla prevenzione e al ripristino delle condizioni ambientali naturali.

Il direttore generale di Arpae, Paolo Ferrecchi, ha sottolineato la continuità del lavoro di coordinamento con procure e forze dell’ordine. Il protocollo, ha spiegato, riconosce il ruolo tecnico dell’Agenzia e valorizza il contributo di tutti i soggetti coinvolti nel perseguire obiettivi comuni: tutela dell’ambiente, rispetto della legalità e costruzione di un sistema economico e sociale più equo e sostenibile.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to