Rapine con coltello a Bologna, cinque misure cautelari
29/05/2026
La Polizia di Stato ha eseguito cinque misure cautelari in carcere nei confronti di cinque giovani cittadini egiziani, nati tra il 2004 e il 2007, gravemente indiziati di una serie di rapine armate commesse nel centro di Bologna nell’ottobre 2025. I provvedimenti sono stati disposti su delega della Procura della Repubblica, al termine delle indagini condotte dalla Squadra Mobile.
Sei episodi contestati nel centro cittadino
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo sarebbe coinvolto in sei rapine a mano armata, tutte consumate con modalità simili: vittime avvicinate in strada nelle ore serali, minacciate con un coltello da più persone, spesso travisate, e costrette a consegnare denaro, carte di pagamento e oggetti personali.
Il primo episodio contestato risale al 10 ottobre 2025, in via Guerazzi, dove una persona sarebbe stata raggiunta dai rapinatori e minacciata con un coltello prima di essere derubata. Un secondo assalto è indicato in via Porta Nova, dove la vittima, mentre stava rientrando a casa in tarda serata, sarebbe stata bloccata da soggetti armati e travisati. In quell’occasione, oltre alla sottrazione di valori e oggetti personali, le carte rubate sarebbero state utilizzate per effettuare prelievi.
Un altro episodio è avvenuto ancora in via Guerrazzi, dove la vittima sarebbe stata accerchiata, perquisita e rapinata da persone con il volto coperto e armate di coltello. Le altre rapine sono state contestate in via Sampieri, via Marsala e via Begatto, tra il 25 e il 29 ottobre 2025.
Vittime giovani e azioni ripetute con lo stesso schema
La serialità delle condotte è uno degli elementi centrali emersi dalle indagini. Le rapine, secondo la Polizia, seguivano un copione ricorrente: individuazione di una vittima, generalmente giovane, avvicinamento in tarda serata, minaccia con arma da taglio e sottrazione dei beni. In alcuni casi, le carte asportate sarebbero poi state usate per tentare prelievi o acquisti.
Nel corso dell’attività investigativa, due dei destinatari della misura erano già stati sottoposti a fermo di Polizia giudiziaria dagli agenti della Squadra Mobile di Bologna, proprio in relazione a rapine che, nel mese di ottobre, avevano registrato un aumento per numero e intensità nel centro cittadino.
Indagini su videosorveglianza e testimonianze
Gli investigatori hanno lavorato sull’analisi degli impianti di videosorveglianza presenti nelle zone interessate dagli episodi e sull’ascolto delle vittime. Questi accertamenti hanno consentito di raccogliere elementi ritenuti gravi dal giudice per le indagini preliminari, alla base delle misure cautelari emesse nei confronti dei cinque indagati.
I provvedimenti sono stati eseguiti tra Roma e Bologna. Uno dei cinque destinatari della misura risulta ancora ricercato. La posizione degli indagati resta al vaglio dell’autorità giudiziaria: il procedimento si trova nella fase delle indagini e, per tutti, vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
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