Bologna, phishing contro CINECA: denunciata studentessa 21enne
28/05/2026
Avrebbe tentato di ottenere in anticipo le domande dei test di ammissione ai corsi universitari di Medicina attraverso una campagna di phishing costruita per ingannare CINECA. Una studentessa di 21 anni, fuori sede e domiciliata a Roma, è stata denunciata in stato di libertà dalla Polizia di Stato al termine di un’indagine condotta dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia Romagna, con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica. La giovane è ritenuta responsabile, allo stato degli atti, dei reati di sostituzione di persona e tentato accesso abusivo a sistema informatico.
L’indagine partita dalla denuncia del consorzio
L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna ed è nata dalla denuncia presentata da CINECA, il consorzio interuniversitario che gestisce anche le procedure informatiche relative ai test di ammissione ai corsi universitari di Medicina.
Secondo la ricostruzione degli investigatori della Polizia Postale, la 21enne avrebbe predisposto false comunicazioni email con l’obiettivo di impersonare figure istituzionali e ottenere informazioni riservate. Il bersaglio, secondo quanto emerso, sarebbe stato il sistema collegato alle procedure dei test universitari per l’accesso ai corsi di Medicina e Chirurgia.
Le email sarebbero state create ad hoc per apparire credibili e indurre i destinatari a fornire dati o elementi utili ad accedere indebitamente a contenuti protetti. L’ipotesi investigativa è che la giovane puntasse ad acquisire in anticipo le domande dei test, alterando così la regolarità delle procedure di selezione.
La perquisizione e il sequestro dei dispositivi
Gli approfondimenti tecnici hanno permesso agli specialisti della Polizia Postale di risalire all’identità della presunta autrice della campagna di phishing. La ragazza, domiciliata a Roma, risulta iscritta a una facoltà diversa da Medicina.
Al termine degli accertamenti, la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di perquisizione nei suoi confronti. Durante le attività domiciliari, gli operatori hanno sequestrato dispositivi informatici e acquisito documentazione considerata di interesse investigativo. Da questo materiale, secondo quanto riferito dagli inquirenti, sarebbero emersi elementi indiziari ritenuti significativi a carico dell’indagata.
Il sequestro degli apparati consentirà ulteriori verifiche tecniche sui contenuti digitali, sui messaggi predisposti e sugli eventuali tentativi di accesso ai sistemi informatici. La fase di analisi sarà determinante per ricostruire con precisione modalità, tempi e destinatari delle comunicazioni ritenute fraudolente.
Denuncia in stato di libertà e presunzione di innocenza
Al termine delle operazioni, la 21enne è stata denunciata in stato di libertà all’Autorità giudiziaria competente. I reati ipotizzati sono sostituzione di persona e tentato accesso abusivo a sistema informatico, contestazioni legate alla presunta creazione di comunicazioni ingannevoli e al tentativo di ottenere dati o contenuti non autorizzati.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. Nei confronti della studentessa vale quindi il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Gli accertamenti proseguiranno sul materiale sequestrato e sugli elementi raccolti dagli investigatori della Polizia Postale.
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